ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


ELEKTRADRIVE

Interviews

ELEKTRADRIVE - Elio Maugeri e Simone Falovo

Intervista a cura di Luca Driol

Dopo 26 anni dall’ultimo lavoro in studio, sono ritornati con un nuovo album gli Elektradrive, veterani dell’hard rock italiano. Dopo l’ottima esibizione al Bologna Rock City Fest, abbiamo sottoposto al cantante Elio Maugeri e al chitarrista Simone Falovo una manciata di domande per capire meglio chi sono oggi gli Elektradrive e che intenzioni hanno per il futuro.

Ciao ragazzi: innanzitutto, com’è nata la scintilla che ha innescato questo inaspettato quanto gradito ritorno?
Elio: In modo totalmente spontaneo. Nel periodo in cui mi sono allontanato dalla band ho continuato a scrivere. Inizialmente l'idea era quella di un progetto solista, poi, dopo una serie di incontri con Simone spinti dalla passione per la musica e dal desiderio di scrivere ancora qualcosa insieme, ci siamo resi conto che avremmo potuto far nascere un nuovo progetto. Così è stato! Da li in avanti è stato un susseguirsi di idee e di spunti che hanno portato alla nascita di Living 4.

Come mai Eugenio Manassero non fa più parte della band? Pensate di assumere in pianta stabile un tastierista o continuerete a utilizzare delle basi durante i concerti?
Elio: La scelta di Eugenio è stata una scelta dettata da motivi personali, che noi abbiamo voluto rispettare. Il suo contributo artistico e professionale con gli Elektradrive è stato e rimarrà molto importante.

Living 4 mostra un cambiamento di rotta notevole da quello che era il vostro sound passato: com’è nata questa nuova direzione musicale?
Elio: Molte sono state le influenze artistiche che hanno contribuito a dare una svolta, in termini di sound e di songwriting, alla band. Siamo una gruppo che, musicalmente parlando, ascolta un po' di tutto. Dal rock al blues, dal soul alla black music, prog, fusion... certo il nostro sound è molto cambiato rispetto al passato, ma questo è dovuto al fatto che, abbandonate le keyboards, avevamo bisogno di un groove più corposo e fluido. Infatti, il nuovo front live della band prevede l'utilizzo di due chitarre. In questa direzione, l'avere assimilato il sound di un gruppo unico nel suo genere come i King's X, ci ha molto influenzato.

Mi hanno impressionato positivamente le vostre liriche, improntate fortemente su temi ambientali e sociali: da cosa nasce questa esigenza?
Simone: Con Elio abbiano sempre avuto un occhio di riguardo per la natura ed il pianeta Terra, martoriati ormai senza freno dall'impegno malefico dell'uomo, che in nome del progresso-tecnologia-profitto-benessere, ha compiuto veri disastri talvolta irreparabili. L'esigenza nasce dalla preoccupazione per quello che andremo a lasciare ai nostri figli, e dal fatto che TROPPA poca gente si interessa di questi problemi gravi e si impegna a cambiare atteggiamento... scrivere una canzone, creare e completare un disco, è una forma d'espressione nobilissima per la quale ci è sempre sembrato giusto far sentire la nostra opinione. Oggi regna il gossip, il reality show, essere vip: QUESTI sono i valori che soprattutto in Italia vengono trasmessi ai giovani dai media, senza però mettere risalto ed importanza ai problemi ambientali che sono veramente tanti; con lo sfacelo creato dall'uomo negli ultimi 50 anni ci andrebbe veramente la mano di Dio per risolverli. Evidentemente questo impegno ed importanza da molti vengono superficialmente ritenuti noiosi o catastrofisti, e ciò crea un continuo disinteresse sul tema, e fa sì che la mancanza di informazione e sensibilizzazione della massa, faccia passare inosservate anche sciagurate mosse dei governi, vedi il ritorno al nucleare in Italia dopo che un referendum l'aveva bocciato tanti anni fa e dopo che in diverse nazioni europee come Germania e Francia si sta procedendo con lo smantellamento delle centrali.

Visto che non nascondete il vostro amore per i King’s X, di cui anche il sottoscritto è un fan sfegatato, cosa ne pensate del loro ultimo album?

Simone: Forse nell'ambito hard/heavy, molti si approcciano ad un artista-band-personaggio con molta superficialità, senza ascoltarne bene e passarne al setaccio la musica, magari badando più al look, ai testi, all'immagine/ideologia .. è per me il caso dei King's X, che sono forse la hard rock band più originale e più sottovalutata, e l'ultimo disco anche se al primo ascolto non mi ha proprio colpito, a lungo andare mi ha invece catturato per la sua intensità notevole di alcune atmosfere. Sono comunque semplicemente unici! XV è di nuovo un grande album, ed è inutile dire che meriterebbero molto di più (a chi lo dici! N.dR).

Come vedete dal vostro punto di vista la situazione odierna del rock in Italia?
Simone: Nell'ultimo decennio il livello tecnico è salito molto rispetto a 20/25 anni fa; i mezzi che internet mette a disposizione sono molto utili per una band, ma allo stesso tempo abbiamo riscontrato che la situazione live è satura, dovuto anche al fatto che la cosa che funziona di più sono le cover band, alle quali noi assistiamo abbastanza sbigottiti; è semplice suonare e riprodurre anche fedelmente un originale famoso, ma non sarai mai tu ad aver scritto quella musica. È quasi una mancanza di personalità musicale, rimarrai sempre il clone di qualcuno, ma il dato più sconcertante è vedere che il pubblico vuole questo tipo di live act, se tu fai la tua musica e non sei famoso, devi sempre metterti in coda al fenomeno cover/tribute band, che quando abbiamo iniziato a suonare noi non esisteva assolutamente...

Cosa dobbiamo aspettarci dagli Elektradrive per il futuro?
Simone: Per il momento vogliamo dedicarci con priorità a suonare live il maggior numero di concerti possibili, per portare dal vivo il nuovo disco Living 4; abbiamo anche parecchi outtakes dello stesso album che più avanti cercheremo di completare, e forse sarà probabile che un giorno usciranno come bonus track su qualche nostro live...




Torna ai contenuti | Torna al menu