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THE MURDER OF MY SWEET - Divanity

Reviews

THE MURDER OF MY SWEET
Divanity


(Frontiers Records)

2010


Il nome, decisamente suggestivo, di questa nuova band svedese capitanata dalla prorompente Angelica Rylin deriva da “Murder, My Sweet”, un film noir datato 1944 basato su un romanzo di Raymond Chandler. I più appassionati dei prodotti melodici svedesi avranno senz’altro riconosciuto anche la presenza del chitarrista Daniel Palmqvist, personaggio estremamente dotato e versatile, che negli ultimi anni ha realizzato un disco solista, partecipato all’ultimo lavoro dei Crash The System e collaborato con Goran Edman. I tratti essenziali che costituiscono le fondamenta dell’album sono sostanzialmente due: gli arrangiamenti orchestrali che avvolgono fittamente ogni brano, e che si rifanno molto ai Nightwish dell’ultimo periodo, e la voce della stessa Rylin, che guida ogni pezzo attraverso strutture spesso simili, dove si alternano ritornelli accattivanti e riff più tipicamente metal. Molti brani iniziano infatti in modo delicato, con una strofa cantata in modo garbato ed accompagnata soltanto dalle tastiere, per poi lasciare il campo a un arrangiamento più sostenuto, in linea con il gothic moderno (per gli accompagnamenti sinfonici) e la tradizione del rock (per i riff di chitarra). Bisogna essere molto abili nel cogliere questi due elementi, che sono poi l’aspetto più caratteristico di Divanity, e lo rendono in qualche modo differente da una qualsiasi hit emo del momento; ma una volta che ci si è riusciti, se ne può apprezzare l’effettivo valore.

Anna Minguzzi

Track List:

1. No Evil
2. Follow The Rain
3. Bleed Me Dry
4. Chemical Attraction
5. Kiss Of Death
6. One Bullet
7. Tonight
8. Storms Of The Sea
9. Destiny
10. Revolution
11. Valerie
12. Death Of A Movie Star




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