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PRIVATE LINE - Dead Decade

Reviews

PRIVATE LINE
Dead Decade

(Bad Habits Records)

2011


Emersi dal sottobosco underground scandinavo in tempi non sospetti (la loro nascita avviene nel 1996, mentre i primi vagiti discografici anticipano il boom post Rest In Sleaze), i finlandesi Private Line nel corso degli anni si sono costruiti una solida reputazione. Forti di un esordio col botto, 21st Century Pirates, nel 2004 il loro nome ha cominciato a materializzarsi come per magia sulle bocche degli sleaze/glam fan più accaniti. L'inevitabile calata italica (eh sì, cari giovincelli e glamster dell'ultim'ora: nel Belpaese c'era una zoccolo duro di appassionati che seguiva ancora questa musica anche prima del più recente revival nordico) e le susseguenti e ripetute apparizioni nello Stivale, hanno contribuito non poco alla creazione di un nutrito fan base tricolore, e non solo, per i pirati finnici. Anche se poco originale e oltremodo debitore verso le esplicite influenze hair metallare del gruppo, che senza vergogna piazza nella tracklist persino una cover di un successo dei Mötley Crüe, il primo disco segna un punto di svolta nella carriera del combo scandinavo, e assieme a un manipolo di nostalgici (Gemini Five, Crashdïet) spiana la strada verso la rinascita, seppur con proporzioni diverse, del genere. Le alte aspettative del pubblico vengono ampiamente ridimensionate dal successivo Evel Knievel Factor del 2006, un mezzo passo falso che falcia a gamba tesa le ambizioni del quintetto. E se la memoria non inganna questo vecchio scribacchino, dopo due anni di scorribande su e giù dagli italici palchi, dei Private Line non s'è più vista traccia, almeno fino al Pegorock mantovano del 2010, quando un Sammy visibilmente sovrappeso ha riportato la sua inconfondibile figura on stage, accompagnato dagli immancabili compari di ventura, proprio quando ormai un po' tutti si erano rassegnati alla prematura scomparsa della band, che in realtà aveva in serbo una sorpresa. Qualche pettegolezzo post concerto riferiva infatti di un nuovo album in lavorazione: un anno più tardi ecco Dead Decade, terza fatica sulla lunga distanza per la colorata ciurma finlandese. La stessa line-up di sempre snocciola 11 brani di robusto hard rock dai tratti moderni ma non troppo, ottimo compromesso fra lo spirito retrò del debut e la vena modernista del suo successore. Anche se hanno scelto probabilmente uno dei pezzi più deboli del lotto per presentare il primo videoclip, “Dead Decade”, i Private Line hanno qualche buona freccia nel loro arco: l'opener “Deathbedtime Stories”, ad esempio, mostra un sound aggressivo e compatto, i grandi cori marchio di fabbrica del gruppo e una punta di oscurità, che caratterizza buona parte dei brani riportando alla mente in qualche frangente il (troppo) bistrattato Black Anthem dei Gemini Five. C'è spazio anche per canzoni più sbarazzine e dirette come “Black Swan” e “Live, Learn And Grow Apart”, ed altre che riprendono le coordinate stilistiche dell'ep Six Songs Of Hellcity Trendkill come “13th Step From The Grave”. Molto piacevole è anche la frizzante “Down Came The Rain”, che ricorda qualcosa del conterraneo Jann Wilde. A conti tirati però ci si rende conto che spesso il songwriting zoppica e il disco fatica davvero a decollare. I pezzi migliori annaspano tentando di restare a galla, mentre diversi filler li tirano per le gambe cercando di farli affogare nelle torbide acque di un album ancora una volta riuscito a metà, che nelle intenzioni probabilmente dovrebbe rappresentare la raggiunta maturità artistica e personale (vedi l'uso dei nomi veri di quasi tutti i membri del gruppo), ma che non colpisce nel segno. Non un brutto disco, ma senza dubbio sotto al livello di qualità che sarebbe lecito aspettarsi dai Private Line. Bello il booklet, che nei contenuti e nelle grafiche rimarca l'impegno sociale e pro Greenpeace della band, già mostrato nel sopraccitato video, anche se purtroppo il carattere scelto per i testi li rende praticamente illeggibili.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Deathbedtime Stories
2. Dead Decade
3. Black Swan
4. Ghost Dance
5. 13th Step From The Grave
6. Down Came The Rain
7. Heroes
8. Wake Up
9. Meltdown Town
10. Deathroll Casino
11. Live, Learn And Grow Apart




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