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Live Reports
CRUCIFIED BARBARA + Rain + Neronova
Sottotetto, Bologna
27/03/2009
CRUCIFIED BARBARA + Heller + Tarchon Fist + guest
Thunder Road, Codevilla (PV)
29/03/2009
Report di Anna Minguzzi e Stefano Gottardi, foto di Anna Minguzzi
La nuova calata in terra nostrana delle quattro avvenenti svedesi Crucified Barbara passa anche dal Sottotetto di Bologna, dove un discreto manipolo di fan si raduna approfittando del bel tempo, che resisterà ancora per poco, prima di rovesciare catinelle d’acqua per i giorni a venire. Non si capisce bene il legame tra i generi, ma la serata viene aperta dai Neronova, promettente band modenese con alle spalle due cd di metal cantato in italiano e fortemente contaminato da vari generi (sono citate fra le proprie influenze Machine Head, Pantera e Him). Nonostante la brevità dell’esibizione, si tratta di una serata importante in quanto è la penultima con il bassista Paolo, che lascia il gruppo per sopraggiunti impegni personali. I Neronova propongono brani tratti da entrambi i lavori, iniziando con “Proposta Indecente”, pezzo di apertura del secondo album, “I Colori Del Nero”, da cui eseguono anche “Decadance” e “Tra Santi E Droghe Pesanti”, mentre dal disco di esordio, Memorie Di Un Clown, vengono proposte “Giuda” e l’esplosiva cover di “Rebel Yell”. Tiziano Panini al microfono, come sempre, non si concede un attimo di respiro e dà tutto se stesso in un’esibizione viscerale e coinvolgente, a cui si accompagna il meccanismo ben oliato degli altri strumentisti, altrettanto intensi nel proporre ciascuna canzone. (Anna Minguzzi) Tocca quindi ai bolognesi Rain, che giocano in casa e vengono ottimamente accolti dal pubblico. Personalmente non amo in maniera particolare l'heavy metal classico di stampo maideniano (con tanto di vocalist devoto a Bruce Dickinson) proposto, ma bisogna riconoscere che questa band sa il fatto suo. Fra brani perlopiù originali, spuntano due classici che conoscono anche i sassi: “Rain” dei The Cult e la conclusiva “Highway To Hell” dei sempreverdi AC/DC, che fa muovere il sedere e agitare le braccia dei presenti. Senza farsi attendere troppo, sul palco del Sottotetto si materializzano le quattro bellezze svedesi. Le Crucified Barbara sono in grande forma e la semplice scenografia, composta soltanto da un grosso telone con il logo della band, sembra quasi pensata per riassumere e sintetizzare lo show che andremo a vedere: frizzante, diretto e d'impatto. Di nero e di pelle vestite (ad eccezione della bassista Ida che sfoggia un paio di hot pants decisamente 80iani), le rock'n'roll girl aprono il concerto con la opener dell'ultimo disco 'Til Death Do Us Party “Killer On His Knees”, a cui segue una roboante versione di “Play Me Hard”. Nonostante la natura piuttosto selvaggia della musica proposta, le quattro musiciste sul palco rimangono un po' statiche: se questo è forse nelle caratteristiche della chitarrista Klara Force (che non smette però mai di fare headbaning sui pezzi più tirati, dimenando i lunghi capelli biondi), per quanto riguarda la cantante/chitarrista Mia Coldheart è quasi una scelta obbligata, dovendo occuparsi, oltre che delle parti vocali, anche di tutti gli assoli. Più scatenata è invece la sezione ritmica, con Nicki Wicked che picchia come un'ossessa dietro le pelli e Ida Evileye che invece zampetta qua e là per il palco. Dal vivo le Crucified Barbara perdono un po' in melodia (sebbene i cori contribuiscano a ricreare certe atmosfere da studio), ma senza dubbio guadagnano dal punto di vista dell'impatto scenico, davvero devastante nonostante si muovano poco. La set list è leggermente sbilanciata a favore dell'ultimo album, dal quale vengono riproposti ben 8 brani, ma qualche estratto dal debut non manca; in questo senso è d'obbligo segnalare una indiavolata versione di “Going Down” con assolo e bridge strumentale con tanto di lungo solo di batteria. Spetta a “Rock N' Roll Bachelor” chiudere i giochi e salutare il pubblico italiano, accorso numeroso. Ma la gente vuole ancora musica e le fanciulle lo sanno e non si fanno attendere: il bis offre ai presenti una violentissima “In Distortion We Trust” ed una molto più melodica e diretta “Sex Action”, che con un ritornello così orecchiabile fa in modo che oltre ai cori di Nicki, Klara e Ida, anche il pubblico del Sottotetto si scateni dando una mano. Mia saluta e ringrazia, mentre si alza l'urlo “we want more”, ma ormai è tempo di raccogliere applausi e andare a farsi una doccia nel backstage. Belle, brave e con un ottimo disco da promuovere, c'è davvero poco da rimproverare alle ragazze svedesi; certo qualche piccola sbavatura qua e là c'è ed è innegabile, ma le Crucified Barbara si sono dimostrate ancora una volta una vera band, che vale la pena vedere dal vivo, e così, due giorni dopo, sebbene all'ultimo momento, decido di fare il bis al Thunder Road di Codevilla (PV). Dei gruppi presenti al festival (Lucky Bastardz, Carcharodon, Reckless, Salt Flats) riesco a sentire soltanto i Tarchon Fist, che propongono un roccioso e datato heavy metal che ottiene un certo successo fra il pubblico, e la bella Heller, che, dopo aver dato inizio al concerto sulle note di “Material Girl” di Madonna, con la sua band propone un mix di pezzi in italiano ed in inglese, non facili da inquadrare stilisticamente, estratti dal debut album Rock Woman. Simpatica e molto spigliata sul palco, la mora Heller riesce nel difficile compito di conquistare l'ormai numerosa folla in fremente attesa delle Crucified Barbara. Le quattro svedesine si presentano più agguerrite che mai, accolte da una vera e propria ovazione. Mia sembra leggermente in difficoltà sull'opener “Killer On His Knees”, ma la sua voce è perfetta dalla successiva “Play Me Hard” in poi. Le ragazze suonano alla grande: Nicki detta il tempo in maniera impeccabile dietro ai tamburi, Ida la accompagna saltellando qua e là e interagendo con Klara, questa sera più scatenata rispetto a Bologna. La scaletta proposta è la stessa, la reazione del pubblico anche: sulla conclusiva “Rock N' Roll Bachelor” prende vita un pogo sfrenato fra le prime file, che i metal kid replicano sull'ultimo bis, ancora concesso a “Sex Action”. Il tour finisce qui, le Crucified Barbara ringraziano, salutano e se ne vanno. Ma la sensazione è che le rivedremo presto... (Stefano Gottardi)

