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Interviews
CRUCIFIED BARBARA - La band
Intervista a cura di Chiara Mazza
Dopo due anni di assenza dal nostro Paese le Crucified Barbara sono tornate a calcare il palco del Pegorock, festival a cui avevano preso parte già nel 2007. Chiaramente intervistarle era d’obbligo, così abbiamo approfittato della pausa tra il soundcheck e la cena per fare qualche domanda a Mia Coldheart, Klara Force, Ida Evileye e Nicki Wicked.
Ciao ragazze! Bentornate in Italia!
Klara: Grazie, è sempre un piacere tornare da voi!
Dato che è la prima volta che vi intervisto, vorrei innanzitutto chiedervi di presentarvi brevemente ai nostri lettori…
Klara: Abbiamo cominciato a suonare insieme alla fine degli anni ’90 a Stoccolma e il nostro primo album, intitolato In Distortion We Trust, è uscito nel 2005; nel 2009 ne abbiamo pubblicato un altro, ‘Til Death Do Us Party, e attualmente stiamo lavorando al nostro terzo disco.
L’ultima volta che siete state in Italia è stato nel 2009 con il tour promozionale di ‘Til Death Do Us Party… cos’avete fatto in questi due anni? Vi siete dedicate solamente alla scrittura dei nuovi pezzi?
Mia: Abbiamo fatto anche qualche concerto e abbiamo partecipato alla parte svedese di Eurovision (con un brano inedito che si intitola “Heaven Or Hell”, NdR), però sì, diciamo che in questo periodo ci siamo concentrate soprattutto sulle canzoni per il nuovo album!
E come stanno andando le lavorazioni? Sapete già come intitolerete e quando uscirà il nuovo disco?
Mia: Le lavorazioni vanno bene, abbiamo già un sacco di canzoni pronte! Credo che cominceremo a registrare a settembre, quindi speriamo di poter pubblicare presto la nostra ultima fatica in studio!
Klara: Non abbiamo ancora nessuna idea su quale sarà il titolo, l’unica cosa che possiamo dirti è che anche il nuovo album sarà bello carico!
Come fate a scrivere una canzone? Cioè, lavorate da subito tutte insieme oppure ognuna porta dei pezzi quasi completi che le altre poi si limitano a perfezionare?
Ida: Entrambe le cose! Non abbiamo un metodo preciso, di solito varia di pezzo in pezzo: a volte ci viene l’ispirazione mentre siamo in sala prove, altre volte le idee ci vengono singolarmente, ma comunque poi suoniamo per le altre quello che abbiamo scritto e ci lavoriamo insieme.
Se fate un confronto fra i vostri primi due album notate delle grandi differenze tra In Distortion We Trust e ‘Til Death Do Us Party?
Klara: Beh, ‘Til Death Do Us Party è sicuramente diverso e più maturo rispetto a In Distortion We Trust…
Ida: Anche perché i tempi di scrittura dei due album sono stati decisamente diversi: per In Distortion We Trust abbiamo scelto delle canzoni che abbiamo scritto in diversi momenti, anche a qualche anno di distanza le une dalle altre; i pezzi di ‘Til Death Do Us Party invece sono stati scritti tutti nello stesso periodo, e in più negli anni che separano i due dischi abbiamo fatto molta esperienza… e siamo anche diventate più brave a suonare (ride)!
Cambiamo argomento: è dura essere una band tutta al femminile nell’ambiente rock?
Mia: Non pensiamo spesso a questa cosa, ma tutto sommato direi di no… ormai siamo in giro da più di dieci anni, quindi credo che ci siamo guadagnate il rispetto che meritiamo come band! Poi sicuramente ci sarà chi è più critico nei nostri confronti, ma abbiamo la fortuna di avere tanti fan fedeli che ci apprezzano per la nostra musica!
Nicki: Secondo me sono più i giornalisti che tendono a marcare il fatto che siamo una band tutta al femminile, quasi come se l’essere tutte ragazze ci facesse fare un diverso genere musicale, e la trovo una cosa piuttosto stupida perché è la musica che deve stare al centro dell’attenzione, non i componenti del gruppo!
A proposito di giornalisti, ho letto che vi hanno descritte come un mix tra le Runaways e i Motörhead: cosa pensate di questa definizione?
Mia: Ci fa sicuramente piacere, però non credo che la musica che facciamo assomigli particolarmente allo stile di nessuna delle due band…
Nicki: È un po’ il discorso di prima, i giornalisti cercano sempre di etichettarti in qualche modo, come ha detto Mia ci piacciono molto sia i Motörhead che le Runaways, ma pensiamo che il nostro sound sia diverso e più tendente al metal.
E com’è avere a che fare con i Motörhead? So che siete state in tour con loro, e Phil Campbell ha suonato l’assolo di chitarra in “Dark Side”!
Klara: È stato fantastico andare in tour con loro, ci siamo divertite e allo stesso tempo abbiamo imparato tanto, e loro sono stati tutti molto gentili, in particolare Phil, che è quello con cui abbiamo legato di più, e siccome avevamo parlato proprio in tour di una possibile collaborazione quando gli abbiamo proposto di suonare l’assolo di “Dark Side” ha accettato volentieri!
Nicki: A dire la verità è stato lui a proporre per primo di fare qualcosa insieme! Mi ricordo che eravamo a bere in un pub di Oxford e lui ci ha detto che gli sarebbe davvero piaciuto suonare in uno dei nostri pezzi!
Mia: Io gli ho chiesto se potevo suonare nel nuovo disco dei Motörhead, ma non se n’è fatto niente (ride)!
Adesso parliamo dei live: voi suonate molto dal vivo e avete partecipato anche a parecchi festival importanti come lo Sweden Rock, il Download e il Wacken, quindi volevo chiedervi se preferite questi grandi palchi o se preferite invece suonare in locali più piccoli.
Mia: Sono due esperienze totalmente diverse. È bello partecipare a dei grossi festival perché si ha l’opportunità di farsi conoscere da un sacco di gente, e poi salire su dei palchi così importanti è sempre emozionante! Però anche suonare nei piccoli club ha i suoi vantaggi perché sei più a contatto con il tuo pubblico e sai che tutta quella gente è lì per te!
Ida: Un altro vantaggio è che quando suoni in un locale ti senti più sicuro, perché usi la tua strumentazione e riesci a ottenere il sound che desideri più facilmente, quando invece sei a un festival sei sempre più agitato perché è tutto più rischioso e non si sa mai bene come sarà l’audio!
Parlando sempre di concerti, mi piacerebbe sapere qual è la band con cui siete più fiere di aver suonato… non so, magari una band di cui eravate fan fin da ragazzine!
Nicki: Sicuramente i Motörhead, come ti abbiamo raccontano prima è stata un’esperienza fantastica!
Ida: E poi quando siamo state chiamate dagli In Flames per aprire le loro date scandinave nel 2006! È stato bellissimo, anche perché noi avevamo pubblicato da poco il nostro primo album ed eravamo in tour solo da un anno, quindi non eravamo molto conosciute!
Klara: In quel tour con gli In Flames c’erano anche i Sepultura… e noi volevamo assolutamente andare a vederli, ma non avevamo i soldi per il biglietto! Così quando ci hanno chiamato per fare da gruppo spalla ci hanno risolto ogni problema (ride)!
Ultima domanda e poi vi lascio cenare! Ho letto che durante l’ultimo tour avete filmato un documentario, è vero? Quando avete intenzione di farlo uscire?
Mia: È vero, è vero! Lo stiamo ancora sistemando ma abbiamo quasi finito, quindi dovremmo riuscire a pubblicarlo presto!
Klara: Ci teniamo molto, è un vero e proprio documentario, ma non parla tanto di noi, quanto di com’è la vita on the road di una piccola rock band, con tutti i suoi alti e bassi!
Ok, l’intervista è finita! Grazie per avermi dedicato un po’ del vostro tempo!
Ida: Grazie a te per l’intervista! Ciao!
