ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


CRAZY LIXX

Interviews

CRAZY LIXX - La band

Intervista a cura di Chiara Mazza

Ci hanno fatto aspettare a lungo, ma alla fine sono arrivati anche nel Bel Paese: signore e signori, ecco a voi i Crazy Lixx! Noi di Roxx Zone eravamo presenti alla loro seconda data italiana, quella al Pegorock con i Pretty Wild; potevamo forse farci scappare l’occasione di intervistare Danny Rexon, Andy Dawson, Luke Rivano e Joey Cirera? Ovviamente no: ecco il risultato della nostra (luuunga) chiacchierata con la band.

Benvenuti in Italia ragazzi! Finalmente abbiamo l’occasione di vedervi dal vivo qui da noi!
Danny: Grazie! Anche noi siamo felici di essere qui, era da un bel po’ che cercavamo di organizzare qualche data in Italia, ma poi c’era sempre qualche intoppo e ci toccava rimandare!

So che ieri avete suonato a Torino: com’è andato il vostro primo concerto italiano?
Danny: Bene! Non c’era molta gente, ci saranno state circa una 70ina di persone, però dato che abbiamo suonato sul tardi non ci aspettavamo niente di che, quindi come inizio secondo me non è stato male!
Joey: Poi il locale ci è piaciuto molto, anche perché ci hanno fatto una pizza buonissima!


Vi piace il cibo italiano eh?
Joey: Certo! Sto ancora aspettando di poter finalmente mangiare un bel piatto di pasta come si deve! (ride)

Allora cominciamo subito l’intervista, così poi vi lascio andare a mangiare! Prima domanda: com’è nato il nome della band?
Danny: È stata una mia idea chiamarci così! Quando abbiamo cominciato a pensare al nome della band mi è tornato in mente il mio primo strumento, una chitarra giocattolo che mi era stata regalata per Natale quando ero piccolo, e mi sembrava si chiamasse Crazy Lixx, ma in realtà mi ricordavo male: ho trovato per caso una foto su internet e ho scoperto che il vero nome era Hot Lixx! Però Crazy Lixx ci piaceva di più quindi abbiamo tenuto quello!

Adesso invece parliamo del debut album, Loud Minority: qual è stata la vostra maggior fonte di ispirazione per scrivere le canzoni?
Joey: È difficile dire quale sia stata la nostra fonte di ispirazione maggiore, le canzoni di Loud
Minority sono molto diverse tra loro perché alcune sono state scritte addirittura sei anni prima della pubblicazione dell’album!
Luke: Da quando abbiamo scritto le prime canzoni a quando abbiamo firmato il contratto e pubblicato l’album siamo cresciuti molto, all’inizio come tutte le band volevamo semplicemente essere come i Guns N’ Roses o gli Skid Row, cercavamo di imitarli, e in quel primo periodo è nata “Death Row” per esempio! Poi con il tempo ci siamo lasciati influenzare anche da altri gruppi e da altri generi musicali, e quindi abbiamo scritto canzoni diverse.

E come funziona quando scrivete le canzoni? Lavorate tutti insieme da subito oppure uno scrive e poi propone agli altri?
Danny: Sono io che scrivo nella maggior parte dei casi, e quando Vic (Zino, NdR) era ancora con noi a volte mi dava una mano; adesso mi aiuta Andy, scriviamo spesso insieme.
Joey: Poi quando arriva il momento di decidere le canzoni da mettere sul disco ovviamente si decide tutti insieme, e non è una cosa facile mettere d’accordo tutti! Ad esempio per Loud Minority all’inizio eravamo tutti convinti solo di 4 pezzi su 12-13! (ride)
Danny: È davvero difficile trovare qualcosa che metta d’accordo tutti! Poi comunque alla scelta delle canzoni partecipa anche Chris Laney, il nostro produttore.
Luke: Nel caso in cui c’è un pezzo su cui siamo divisi a metà è lui che decide se la canzone andrà nell’album o no; era successo con “The Gamble” per Loud Minority: Vic e Joey non la volevano, mentre a me e a Danny piaceva, e così alla fine ha deciso Chris cosa farne.

Volevo chiedervi una cosa a proposito di una delle canzoni dell’album, “Heroes Are Forever”: nel ritornello dite “they all die young”… queste parole sono dedicate a qualcuno in particolare?
Danny: Sono dedicate a vari eroi della nostra adolescenza, per esempio Vic la suonava soprattutto in onore di Dimebag Darrel, che è uno dei suoi chitarristi preferiti. Ma quelle parole possono anche essere interpretate metaforicamente e dedicate a quegli eroi che non sono realmente morti, ma che col tempo sono cambiati talmente tanto da non essere quasi più riconoscibili. E non sempre questo è un bene!
Joey: Un buon esempio sono i Guns N’ Roses: ci hanno lasciato capolavori come Use Your Illusion, e poi ci hanno fatto aspettare anni e anni per cosa?
Luke: Non che Chinese Democracy sia un brutto album in realtà, anzi a me piace! Il problema è che ovviamente reggere il confronto con Use Your Illusion è dura; è un buon disco solo se lo consideri un album solista di Axl Rose.

La penso allo stesso modo! Però, tornando alla vostra canzone, a me il primo che è venuto in mente ascoltandola è stato Dave Lepard…
Luke: E ci hai visto giusto! Questa canzone è pensata anche per lui, anche se per noi non è un vero e proprio eroe visto che eravamo praticamente coetanei, però è chiaro che quello che gli è successo ci ha lasciati tutti di sasso e ci ha fatto molto riflettere!

Cambiamo argomento e parliamo di Vic Zino: come vi siete sentiti quando vi ha detto che vi avrebbe lasciato per entrare negli Hardcore Superstar?
Joey: Un po’ ce lo aspettavamo: quando Thomas Silver ha deciso di lasciare gli HCSS noi eravamo in tour con loro in Gran Bretagna, e durante quel tour lui si era affezionato a Vic, gli piaceva molto la sua energia quando stava sul palco, così quando ha comunicato al resto della band le sue intenzioni gli ha subito consigliato di prendere Vic come sostituto per le date successive. Vic ha accettato, ma credeva che fosse solo per pochi concerti…noi invece in qualche modo ce lo sentivamo che alla fine gli HCSS gli avrebbero proposto di entrare in pianta stabile nella band, anche perché si vedeva che tra loro c’era feeling sul palco e che Vic era molto felice all’idea di suonare con loro.
Danny: Beh sì insomma, non è stato uno shock quando ci ha detto che aveva deciso di accettare la loro proposta, ma ovviamente al momento la notizia non ci ha fatto piacere…però siamo contenti per lui, anche perché penso che al suo posto avremmo fatto tutti la stessa cosa!
Luke: È vero, e poi sapevamo che gli HCSS sono sempre stati una delle sue band preferite, è un sogno diventato realtà per lui! Vic è nato in Bosnia e si è trasferito in Svezia quando aveva 11 anni, e il primo concerto che ha visto quando è arrivato qui è stato proprio quello degli HCSS!

Quindi mi pare di capire che nonostante tutto siete ancora in buoni rapporti con lui!
Joey: Assolutamente sì! È tutto come prima: usciamo insieme, andiamo a giocare a calcio, o conosco da 17 anni ormai, siamo molto amici, e poi come diceva Danny prima probabilmente avremmo tutti fatto la stessa cosa al posto suo! Quindi perché prendersela troppo?
Danny: Certo, ora non lo vediamo più spesso come prima perché è sempre molto impegnato e non resta mai molto tempo a Malmö: è stato via circa 4 mesi per le registrazioni del nuovo album, e adesso è impegnato con il tour, però ciò non toglie che siamo ancora ottimi amici!
Andy: Anche io l’ho conosciuto e ci vado molto d’accordo! Lo so che sembra strano, di solito la gente si aspetta rivalità tra due chitarristi, non amicizia! (ride)

È stata dura trovare il sostituto di Vic?
Luke: A dire la verità Andy è stato il primo che abbiamo sentito! Però bisogna anche dire che c’è stata veramente una grande risposta da parte dei nostri fan, ci sono arrivate mail da tutto il mondo quando abbiamo annunciato che eravamo alla ricerca di un nuovo chitarrista. Ci hanno scritto addirittura dagli Stati Uniti e dal Brasile!
Joey: Alla fine ne abbiamo selezionati un paio tra tutti quelli che ci avevano scritto, Andy è stato il primo dei due che abbiamo sentito e, nonostante ci fossimo ripromessi che li avremmo ascoltati entrambi con attenzione e che ci saremmo presi un po’ di tempo per riflettere bene sulla nostra decisione, dopo averlo sentito abbiamo capito subito che era lui il nostro uomo!
Andy: Anche perché, diciamolo: voi avevate detto di preparare giusto un paio di canzoni da farvi sentire…e io mi sono imparato tutto l’album! (ride)


La prossima domanda è per te, Andy: ormai è quasi un anno che sei nei Crazy Lixx: com’è stata questa esperienza fino ad ora?
Andy: Orribile! Scherzo, scherzo…sta andando tutto alla grande! È stata una vera fortuna trovarli perché era da quando la band in cui suonavo prima (gli Sharp, ndr) si era sciolta che cercavo qualcun altro con cui suonare…e non è facile, nonostante io sia di Stoccolma che è una città molto attiva da questo punto di vista! Poi un giorno ho sentito parlare di questa band di Malmö che era alla ricerca di un nuovo chitarrista…

E li hai contattati tu?
Andy: No, a dir la verità è stato Danny a contattarmi per primo!
Danny: Avevamo chiesto a un po’ di amici di Stoccolma se conoscevano qualcuno a cui potesse interessare suonare con noi, e tutti ci hanno fatto subito il suo nome!
Joey: Ma veramente tutti! Per esempio mi ricordo che Danny aveva sentito il bassista degli H.E.A.T. e i Dinazty, e tutti ci avevano detto che Andy era il chitarrista perfetto per noi!
Luke: Mi ricordo anche che alla fine del penultimo concerto con Vic, quando già si sapeva che lui sarebbe entrato negli HCSS, è arrivato da me un ragazzo che quasi piangendo continuava a ripetere: ”Per favore prendete Andy, prendete Andy!” (ride)
Andy: Io avevo già sentito parlare dei Crazy Lixx e avevo sentito dire che “spaccavano”, però non avevo mai avuto occasione di ascoltare il loro album, poi Danny, quando mi ha contattato, mi ha anche mandato una copia di Loud Minority, e già dopo aver ascoltato un paio di brani mi sono reso conto che i Crazy Lixx erano proprio la band che stavo cercando! Così ho preso la cosa molto seriamente e ho imparato a suonare tutte le canzoni dell’album prima di andare all’audizione.

Allora quando sei andato a fare l’audizione eri molto sicuro di te, eri preparatissimo!
Andy: Macché, ero terrorizzato! Quando sono arrivato all’aeroporto ho trovato Danny e Joey ad aspettarmi in piedi, serissimi, con le braccia conserte; mi hanno fatto salire in macchina e mi hanno portato subito in sala prove per farmi suonare, senza neanche darmi il tempo di lasciare le mie cose da qualche parte!
Danny: E poi è stato un doppio test, perché dopo averlo sentito suonare l’abbiamo portato alla mia festa di compleanno, volevamo vedere anche un po’ com’era caratterialmente e come si sarebbe comportato dopo aver bevuto un po’. Sai, un sacco di gente dopo aver bevuto si trasforma! Noi volevamo essere sicuri al 100% della nostra scelta, e per una band è molto importante anche essere compatibili caratterialmente parlando!


Beh, visto che ormai suonate insieme da un po’ penso proprio che Andy questo test lo abbiamo superato!
Joey: Superato alla grande! Andy è un ragazzo molto solare, sempre sorridente, e anche se ogni tanto questa cosa mi dà sui nervi, avere una persona sempre allegra intorno è una cosa positiva!
Luke: Un altro modo per testare l’unità della band è quando un concerto va male! A noi è successo quando siamo andati a suonare a Oslo: abbiamo guidato per ore, il locale era brutto, l’acustica faceva schifo, c’era poca gente…alla fine eravamo tutti parecchio nervosetti e delusi, però nonostante tutto ci siamo divertiti lo stesso insieme!
Andy: E dopo aver fatto un bel po’ di concerti in giro per l’Europa abbiamo anche cominciato a parlare del nuovo album: è stato in quel momento che ho capito veramente di essere entrato nella band in pianta stabile! E visto che ormai la cosa era seria ho anche deciso di trasferirmi da Stoccolma a Malmö per essere più vicini e lavorare insieme più facilmente!


E i fans dei Crazy Lixx ti hanno accolto subito bene? Avevi paura di un confronto con Vic?
Andy: Beh all’inizio c’è sempre un po’ di paura perché non sai se piacerai o no, come reagiranno i fan, poi Vic è un gran chitarrista, il confronto non era certo facile! Però devo dire che sono contento perché è andato tutto bene, sono stato accolto subito ottimamente da tutti, non ho avuto nessun problema da questo punto di vista. Ne ho anche parlato spesso con Vic, perché come dicevo anche prima non solo non c’è rivalità tra di noi, ma siamo anche buoni amici. All’inizio ero veramente nervoso, ma poi ho capito che non dovevo pensare a rimpiazzare Vic, ma semplicemente a dare il meglio di me stesso senza mai cercare di emularlo!

Un po’ la stessa cosa che ha fatto Vic da quando è entrato negli Hardcore Superstar, lui e Silver sono due chitarristi decisamente diversi!
Danny: Esatto, anche lui non ha mai cercato di imitare Silver! Ma al contrario di Andy so che all’inizio parecchi fans degli HCSS non hanno visto molto di buon occhio la sua entrata nella band; ui ovviamente era consapevole che prendere il posto di Silver non sarebbe stata un’impresa facile, ma ha accettato la sfida e non si è lasciato intimidire dalle difficoltà iniziali.
Joey: Ormai penso che abbia convinto anche i fan più diffidenti, anche perché quando è sul palco cattura tutta l’attenzione su di sé, è molto energico, continua a saltare di qua e di là! Andy è diverso da lui anche da questo punto di vista, e penso che per noi sia meglio perché quando c’era Vic sul palco tutta l’attenzione del pubblico si concentrava quasi esclusivamente su di lui, mentre noi passavamo un po’ in secondo piano. Con Andy invece la band è più equilibrata!

Visto che avete già accennato qualcosa più volte durante l’intervista, parliamo del nuovo album: a che punto sono le lavorazioni?
Luke: Siamo a buon punto direi, dobbiamo ancora lavorarci, ma abbiamo già 14-15 brani pronti. Penso che questo lavoro sia abbastanza diverso dal disco precedente, anche perché stavolta le canzoni sono state scritte tutte più o meno nello stesso periodo, non come per Loud Minority dove tra le canzoni potevano anche esserci anni di distanza! Ovviamente il sound sarà sempre quello caratteristico dei Crazy Lixx, però sarà sicuramente un album più maturo.
Joey: Ci siamo allontanati dalla corrente sleaze rock e ci siamo avvicinati più all’hard rock di stampo ottantiano, anche se noi non ci siamo mai considerati una band molto “sleaze”, sia dal punto di vista musicale che da quello dell’immagine.
Andy: Le canzoni saranno diverse tra di loro, non ci piace scrivere pezzi che si somigliano troppo. Molte band se vedono che una loro canzone ha un discreto successo cercano di sfornare solo fac-simili di quel brano, ma a noi l’idea di scrivere canzoni tutte sulla falsariga di “Dr Hollywood” non piace per niente!
Danny: Adesso la cosa più importante resta trovare un’etichetta che ci metta sotto contratto! Il nostro manager è attualmente in contatto con alcune etichette e stiamo valutando le varie proposte, speriamo di riuscire a firmare presto un contratto e pubblicare la nostra ultima fatica in studio!

Adesso parliamo un po’ dei vostri live: quali sono le canzoni che preferite suonare dal vivo?
Joey: Io mi diverto molto a suonare “Pure Desire” perché è una canzone molto energica, e poi anche “Heroes Are Forever” e “Want It” perché vedo che sono molto apprezzate dal pubblico.
Andy: A me piace molto suonare “Make Ends Meet”, soprattutto quando è già buio e si vedono le stelle, e tutto il pubblico canta con gli accendini accesi in mano: è veramente uno spettacolo!


Un’altra canzone che verrà molto apprezzata secondo me è “Do Or Die”! Ma la mia preferita resta “Boneyard”, e scommetto che dal vivo rende ancora di più che su cd!
Luke: Grande, “Boneyard” è anche la mia preferita! È diversa da tutte le altre canzoni dell’album perché è più cattiva, più arrabbiata; una volta quando abbiamo suonato questa canzone c’è stato anche un accenno di pogo tra il pubblico! (ride)
Danny: Invece “Do Or Die” non è tra le nostre preferite, ma anche io ho notato che piace molto ai nostri fan! Io a dir la verità non ho una canzone preferita precisa, in genere quella che mi piace di più è quella che con cui apriamo il concerto perché è su quella che senti tutto l’entusiasmo del pubblico!

Visto che stiamo parlando di live c’è qualche concerto che vi è rimasto particolarmente impresso? O qualche episodio particolare che ci volete raccontare?
Andy: Il festival in Svizzera, assolutamente! È stato fantastico! Eravamo l’unica band hard rock di entrambi i giorni, tutte le altre erano band thrash o death metal, quindi all’inizio eravamo un po’ preoccupati perché pensavamo che non saremmo interessati a nessuno, e invece è andata alla grande! C’erano un sacco di metallari sotto al palco che applaudivano e saltavano con le corna al cielo, poi finito il concerto mi si avvicina uno di questi, esaltatissimo, che mi abbraccia e mi dice: ”Wow ragazzi complimenti, siete stati grandi sul palco, io adoro la musica pop!” (ride)
Joey: E sempre a quel festival io sono praticamente caduto giù dal palco! Stavamo salendo sul palco perché toccava a noi suonare, ma siccome pioveva molto io cercavo di mettere i piedi all’esterno degli scalini perché erano tutti bagnati e avevo paura di scivolare, ma ho messo giù male un piede, mi sono appoggiato al telone dietro al palco perché credevo che fosse rigido e quindi sono caduto e mi sono ritrovato su un mucchio di scatoloni!
Luke: Ahahah me la ricordo benissimo quella scena perché dovevo salire sul palco dopo Joey e me lo sono ritrovato sdraiato su una montagna di scatoloni, ma la cosa più divertente è che lui cercava di fare l’indifferente, come se si fosse sdraiato lì apposta! Quel festival ci è veramente rimasto nel cuore, soprattutto per il fatto che ci fossero tante band così diverse tra loro a condividere lo stesso palco e tutto il pubblico rimaneva lì ad ascoltare indipendentemente dal fatto che non fosse il loro genere. In Svezia di cose così non ne succedono mai, c’è molto più l’idea che se tu ascolti un determinato genere musicale devi ascoltare quello e basta!

Stessa cosa che succede qui in Italia, insomma. Comunque, visto che avete nominato il vostro Paese, perché non mi parlate un po’ della scena rock svedese?
Danny: La scena underground è sicuramente molto attiva, però dipende anche molto da in che zona della Svezia ti trovi, perché se penso a Malmö le uniche due band che mi vengono in mente siamo noi e i Pretty Wild! A Stoccolma invece praticamente tutti hanno una band e tutti vogliono avere successo, ma di gruppi validi non è che ce ne siano tanti! Poi la Svezia ormai è considerata da molti come la nuova patria dello sleaze rock, ma se ti devo dire la verità a me sembra che ultimamente da noi lo sleaze non è che vada più molto, improvvisamente nessuno vuole più suonarlo!

E c’è qualche band svedese in particolare che apprezzate e che ci vorreste consigliare?
Joey: Di solito i primi che diciamo sono gli H.E.A.T., ma ormai mi sa che sono più famosi di noi! (ride) Quindi io direi i Mama Kin: li abbiamo conosciuti un paio di anni fa quando abbiamo fatto un concerto con loro e a me sono piaciuti subito un sacco!
Luke: Io invece consiglierei di ascoltare l’album solista del nostro produttore, Chris Laney, è molto bello!
Danny: Un’altra band che merita sono i Babylon Bombs!
Andy: Lo sapete che hanno appena cambiato bassista? Adesso al posto di Marty c’è Ricky, anche lui suonava negli Sharp con me e Ivve (dei Pretty Wild, ndr)!


Anche lui?! Avete tutti trovato subito un’altra sistemazione dopo lo scioglimento degli Sharp allora!
Andy: Ahahah sì! Poi lui prima di entrare nei Babylon Bombs ha suonato anche nei Jailbait e ha fatto il turnista per i Sister Sin!
Danny: Insomma tu sei stato l’ultimo a trovarti un’altra band dopo gli Sharp... chissà come mai!
Andy: Beh ovvio, perché sono il migliore!
Joey: E anche il più umile! (ride)

Ok ragazzi, abbiamo finito! Grazie per la chiacchierata! Volete aggiungere qualcosa?
Luke: Grazie a te e grazie a tutti quelli che ci verranno a vedere dal vivo in questo nostro primo tour italiano!




Torna ai contenuti | Torna al menu