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CRASHDÏET + Hell In The Club + Tabby Cats

Live Reports

CRASHDÏET + Hell In The Club + Tabby Cats

Legend 54, Milano
14/12/2011

Report di Alice Ottolini, foto di Stefania Marchi

Nonostante la fredda serata, la nottata milanese viene riscaldata a dovere dallo sleaze made in Sweden dei
Crashdïet, gruppo che a partire dal loro primo album, la pietra miliare del genere Rest In Sleaze, ha contribuito a formare quel sound che in questi ultimi anni rappresenta uno dei principali prodotti da esportazione della Svezia, escludendo l'IKEA si intende. Il concerto presenta due opening act. I primi ad esibirsi sono la giovane band milanese Tabby Cats, che propone uno sleaze/rock dalla chiara matrice anni ottanta, con brani spensierati e coinvolgenti, senza dimenticare un look all’altezza delle aspettative rispetto ai loro idoli musicali. La seconda band proposta prima degli headliner sono gli Hell In The Club, vincitori dell’edizione dello scorso anno dell’Italian Glam Fest. Il loro sound rimane pienamente nel clima della serata, tra ritornelli orecchiabili e riff di chitarra, richiamando anche in modo esplicito le proprie influenze con due cover, "Lit Up" dei Buckcherry e "Same Ol’ Situation" dei Mötley Crüe. Quando arriva il momento di salire sul palco per la band di Stoccolma si nota però una variazione nella formazione: il batterista Eric Young per un infortunio al braccio non si è potuto esibire e le date nel nostro Paese sono state salvate in corner dal fratello del chitarrista della band Martin Sweet, che ha ricoperto degnamente il suo ruolo dietro alle pelli per la serata. L'entrata in scena degli svedesi viene annunciata da una versione acustica e rallentata di “Breakin' The Chainz”, che viene poi eseguita in una forma molto energica, seguita poi da una raffica di pezzi adrenalinici come “Rebel”, “So Alive” e “Riot In Everyone”. Rispetto alla più recente performance in terra italica, che risale al Dark Decadence Tour dell'aprile scorso con Hardcore Superstar e The 69 Eyes, la prestazione vocale del singer Simon Cruz sembra migliorata, senza dimenticare il fatto che abbia per molti pezzi anche suonato la chitarra, caratteristica che rende il sound più compatto rispetto all'esecuzione con solamente una chitarra (ricordiamo che il compianto frontman della band Dave Lepard era anche un chitarrista, mentre né Olli Twisted nel tour di “The Unattractive Revolution” né lo stesso Cruz avevano svolto entrambi i compiti). Il concerto prosegue poi con “Naive Nature” e “Bound To Fall”, per dirigersi verso la fine della prima parte dello show con “Chemical” e “Straight Outta Hell”. Dopo la pausa il gruppo torna on stage per eseguire “In The Raw”, l'unico pezzo di quelli presentati proveniente dal loro secondo disco, lavoro al quale aveva partecipato Olli, ora cantante dei Reckless Love. Il brano successivo è “It's A Miracle”, che diventa un toccante omaggio sia da parte della band che del pubblico alla memoria di Dave Lepard, scomparso prematuramente nel 2006, ricordato con uno sfodero di accendini e di corna metal rivolte al cielo. Dopo questo momento emozionante e malinconico si torna però subito all'energia con “Queen Obscene”, nel corso della quale il gruppo ha invitato una delegazione delle ragazze presenti a saltare sul palco e a cantare. La serata volge al termine con “Down With The Dust” e si conclude con “Generation Wild”, tra le canzoni presentate sicuramente una delle più conosciute dal pubblico, degno finale per una serata positiva per la band scandinava.

Setlist:

1. Breakin' The Chainz
2. Rebel
3. So Alive
4. Riot In Everyone
5. Naive Nature
6. Bound To Fall
7. Chemical
8. Straight Outta Hell

Encore:

9. In The Raw
10. It's A Miracle
11. Queen Obscene
12. Down With The Dust
13. Generation Wild




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