ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


CORNERSTONE

Interviews

CORNERSTONE - Patricia Hillinger E Michael Wachelhofer

Intervista a cura di Paolo Paganini

Sono passati tre anni dal loro precedente lavoro in studio ma il 2011 ha riportato i Cornerstone in giro per il mondo a promuovere la loro musica grazie al nuovo validissimo album Somewhere In America. Facciamo il punto della situazione con Michael e Patricia.

Ciao ragazzi e bentornati su Roxxzone. Sono passati tre anni dall’ultima volta che ci siamo sentiti. Cosa avete fatto in questo periodo?
Michael: Ciao Paolo, mi fa piacere parlare nuovamente con te! Negli ultimi tre anni non siamo stati certo degli scansafatiche visto che siamo stati in tour più o meno ininterrottamente. Abbiamo visitato gli Stati Uniti nel 2009, e nel frattempo abbiamo fatto due grandi tour in UK e anche alcuni spettacoli in Grecia, ma onestamente quella è stata più una vacanza che un tour… (ride). Il nome della nostra nuova creatura Somewhere In America deriva proprio dalle impressioni del nostro tour americano. Non è un concept album, ma molte canzoni sono profondamente influenzate da questa particolare esperienza.

Raccontateci com’è nato il vostro nuovo disco.
Patricia: Devo dire che le registrazioni in studio sono state estenuanti. Molte volte trascorrevamo lì l’intera giornata, salvo alcune piccole pause per mangiare, ecc… Per me è stata la prima volta in assoluto che ho cantato in uno studio di registrazione. Abbiamo impiegato un po’ di tempo per affrontare la nuova situazione, ma è stata decisamente un’esperienza da ricordare e a parte il duro lavoro ci siamo molto divertiti. “Strut”, la mia canzone preferita, l’abbiamo terminata in maniera molto spontanea in studio. È un lento, che è stato arrangiato in maniera molto melodica. Mi piace anche l’assolo di chitarra di Steve a metà canzone e l’armonia delle voci. In poche parole semplice e unica da ascoltare. Ma anche “Breathing For You” perché è il nostro mid-tempo e ci scaldiamo sempre quando la suoniamo. In parole povere l’intero album è consigliabile.
Michael: Siamo partiti con lo scrivere le canzoni nel settembre 2010, ma quando era ora di entrare in studio ci siamo accorti che non eravamo pronti. Questo è stata una situazione un po’ stressante perché quando hai finito una canzone, buttato giù alcuni versi e quattro persone stanno aspettando in sala d’attesa è una sensazione orribile. Ma alla fine della giornata le canzoni erano molto buone, abbastanza interessanti e avevamo scritto i nostri brani migliori nelle condizioni di maggior stress.


Le sonorità di Somewhere In America ricordano molto le atmosfere live. I suoni non sono mai pesanti e le chitarre mai invadenti. È una vostra caratteristica che si sentiva anche sul disco predente. È questo il marchio di fabbrica dei Cornerstone?
Michael: Vorrei essere d’accordo con te per alcune canzoni ma non per tutte. “Rise And Shine”, “Right Or Wrong” o “Strut” sono composizioni di alta produzione, solo per nominarne alcune, ma penso tu abbia ragione a proposito di brani come “Hight And Low” o “Oblivious”; hanno un tipo di sonorità live. Non direi che questo sia il nostro marchio di fabbrica. Una canzone ha bisogno di una specifica atmosfera per produrre uno speciale feeling. Non c’è un piano dietro a questo.

Cosa è successo con la vostra precedente cantante Carina?
Michael: Dopo il tour negli Statti Uniti, la situazione nella band non è stata molto buona per diverse ragioni, così Carina ha deciso di lasciare ed ha iniziato una carriera da solista. Non molto soddisfacente devo dire, ma è stata una sua decisione. Ma lo spettacolo deve continuare, così Patricia si è unita a noi nel 2009 e si è rivelata una acquisto importante per la nostra band. Fondamentale direi. Nel frattempo i nostri rapporti con Carina sono rimasti molto buoni tanto che abbiamo fatto due concerti con lei l’anno scorso, perché Patricia in quel periodo era ammalata.

Nelle vostre canzoni si alternano vari stili. “Being Unaware” è molto pop mentre “Oblivious” sembra quasi un brano ska. Avete voglia di sperimentare nuove sonorità?
Michael: Principalmente noi scriviamo ciò che sentiamo nei nostri cuori, ma lasciami dire che queste due canzoni sono le più vecchie tracce su cui dobbiamo rilavorare nel nuovo album. Abbiamo provato dei ritmi ska su “Oblivious” solo per divertimento ma alla fine della giornata è stato molto fruttuoso. Chi si preoccupa degli stili musicali? I Metallica, la più grande metal band di tutti i tempi ha avuto il proprio più grande successo con “Nothing Else Matters” che non è esattamente una canzone dura e pesante. Abbiamo provato la stessa cosa con “Right Or Wrong”; volevamo fare qualcosa alla Celine Dion. Quando me ne sono uscito con questa idea ho pensato: gli altri mi vorranno uccidere. Ho temuto che sarei morto nella nostra sala prove (ride)! Originariamente la canzone era stata concepita come un duetto. Avevamo bisogno di una seconda voce ma né io né Steve eravamo in grado di esprimere quella traccia vocale, così abbiamo lasciato Patricia come cantante solista. La scorsa settimana abbiamo riascoltato il demo originale di “Right Or Wrong” cantata e suonata da me al piano; non posso credere a ciò che è successo a questa canzone, in senso positivo! Certamente questo non è né metal né hard rock, ma a chi importa?
Patricia: Finora la reazioni delle persone alle nuove canzoni sono sempre state positive. Secondo me ciò è dovuto ai differenti stili musicali che abbiamo espresso. È importante tirare fuori cose nuove, altrimenti potresti diventare noioso e come musicista tu puoi avere un sacco di opportunità per essere creativo. La gente ci dice che le nostre canzoni sono tutte molto orecchiabili, particolari e ideate secondo la fantasia di tutti. La mia favorita in assoluto è “Strut”, l’ultima traccia dell’album. Questa canzone è veramente un tormentone.


Anche questa volta avete curato benissimo la promozione del vostro album. Come vi trovate a lavorare con la Atom Records?
Michael: Devo dire che ci sentiamo molto fedeli a questa etichetta che ci ha supportato fin dall’inizio. Abbiamo parlato con le più grandi label ma alla fine abbiamo deciso di andare ancora con Atom. Squadra che vince non si cambia. Non so chi avremmo scelto se avessimo dovuto decidere tra Frontiers e Warner, ma non ce l’hanno chiesto per cui non c’era nessuna ragione di lasciare Atom.

Rispetto a tre anni fa avete riscontrato un maggiore interesse per il rock melodico in Austria ed in giro per il mondo?
Michael: In Austria c’è una piccola scena melodic rock, ma la gente preferisce generi più pesanti; death, black, speed metal. Per molti noi siamo una soft rock band. Mi piacciono veramente i Serpentine, e Tyketto, devo dirlo. Il melodic rock sta tornando, lentamente ma costantemente.

Ho visto che avete un contatto su Facebook, Twitter ecc… Che rapporto avete con i social network?
Patricia: Penso che i social network siano molto importanti per i musicisti oggi giorno. Puoi raggiungere un sacco di persone e inviare informazioni molto velocemente. Per noi come band il networking è molto utile.

Per finire una domanda d’obbligo: quando potremo vedervi suonare in Italia?
Patricia: Speriamo molto presto!

A presto e buona fortuna per il vostro nuovo album!
Patricia: Grazie per averci contattato e saluti da tutti i membri dei Cornerstone.
Michael: E non dimenticatevi di ordinare la copia di Somewhere In America, è disponibile presso Amazon.it, iTunes, ect… Abbiamo bisogno di qualcosa da mangiare… basta guardare Patricia (ride)!!!




Torna ai contenuti | Torna al menu