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WILD WET - Cocktail In Bloodshed

Reviews

WILD WET
Cocktail In Bloodshed

(Autoprodotto)

2011

Il mini cd Carousel Of Nothing del 2009, che presentava al mondo i Wild Wet, poteva vantare un management e un'etichetta americani. E proprio negli Stati Uniti la band ha avuto modo di tenere qualche data a supporto del disco. Oggi si ripresentano autoprodotti, con un chitarrista di meno, un'immagine ripulita dai cliché glam che caratterizzavano gli esordi e un full length intitolato Cocktail In Bloodshed. Musicalmente il quartetto tricolore percorre sentieri stilistici sì cari al vecchio hard rock 80iano, ma con un occhio di riguardo per la modernità, rappresentata da influenze più vicine alla nuova ondata scandinava post Rest In Sleaze. La partenza è da brivido, dopo un breve intro vengono sparati in rapida sequenza tre colpi da maestro: “Before You Die”, “What You Love” e “Crazy Little Star”, che mostrano ottime doti compositive ed una sapiente ricerca e utilizzo del ritornello a effetto. La qualità si mantiene su livelli medio/alti per l'intera durata del cd, anche se qualche tiro fuori bersaglio c'è: la lenta “Astray”, ad esempio, si rivela noiosetta e “skippabile”, e piazzata a metà tracklist sega un po' le gambe a un album sino a quel momento lanciatissimo. Probabilmente l'unico grosso difetto è la pronuncia non impeccabile, che tradisce le origini della band, del cantante Daniel Crystal, vero e proprio eroe del buon gusto la cui voce ancora una volta colpisce in positivo. La prova dell'esordio su lunga distanza per i Wild Wet si può dire superata, anche se qualche ingenuità qua e là ne mina leggermente la resa finale, ma le basi su cui lavorare sono solide e le possibilità di stupire col prossimo disco sono reali e concrete.

Stefano Gottardi

Track List:

1. After I Came
2. Before You Die
3. What You Love
4. Crazy Little Star
5. Steamwheel
6. Astray
7. Angels Airlines
8. Last Tattoo
9. Lookin' Inside
10. Wings Of Summer
11. Grey Zone
12. Division 2.0




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