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HONEYMOON SUITE - Clifton Hill

Reviews

HONEYMOON SUITE
Clifton Hill

(Frontiers Records)

2008


Bisogna dire che questa band del lontano e freddo Ontario (Canada), nata dall’incontro avvenuto più di 25 anni fa fra il cantante Johnny Dee ed il chitarrista Derry Grehan, ci ha sorpreso positivamente. Il perché è presto detto: in quest’epoca in cui tutti i vecchi gruppi di matrice 70’s/80’s cercano di adeguarsi al sound moderno (con la comparsa di sintetizzatori, effetti sempre più stravaganti che poco hanno a che fare con l’essenza del rock ’n' roll), gli Honeymoon Suite, dopo essere caduti per un breve periodo nel tranello della modernità, sembrano essere tornati sulle loro posizioni iniziali. Il modo di scrivere e suonare le loro canzoni, essenziale e senza troppi fronzoli, che tralascia qualche sprazzo di classe qua e là, ne è la conferma. Clifton Hill è un album diretto, gradevole nella sua semplicità, un buon disco di puro aor con un sound che ha ispirato tante band canadesi come ad esempio gli Harem Scarem, in particolare nella prima fase della loro carriera. “She Ain’t All Right” presenta il lavoro con vena spensierata ed allegra, una di quelle canzoni da ascoltare in auto mentre si corre lungo la Great Ocean Road australiana (beato chi può farlo), una song da primo giorno di vacanza con gli amici d’infanzia, con un ritornello molto orecchiabile come il buon aor esige. “Tired Of Waitin’ You”, a parte l’inizio un po’ troppo somigliante a “Wait” dei White Lion, è un altro brano degno di nota, in particolare nella parte centrale. Alla traccia numero quattro arriva l'immancabile ballatona: “Ordinary”, pezzo del tutto in grado di rappresentare un buon disco di hard rock melodico. Ascoltandola viene da immaginare una città vista dall’alto di una collina, magari proprio quella di Clifton, che di notte si lascia illuminare dalle luci artificiali dei lampioni, un buon segno perché una canzone, in particolare un lento, è davvero apprezzabile quando ci fa pensare, quando accende la nostra immaginazione, quando fa riaffiorare un ricordo che da un po’ di tempo avevamo messo da parte. Spente le luci della nostra città fantastica, “Why Should I?” colpisce per la melodia e gli arrangiamenti stile Toto, Boston, e aiuta a ricordare grandi gruppi dalla classe cristallina, qualità che si può trovare anche in “Restless” che ci accompagna verso il tramonto di un lavoro davvero ben fatto. Rispetto al passato sono pressoché sparite le tastiere, un punto a favore degli Honeymoon Suite: questo rende Clifton Hill ancor più diretto e in grado di essere apprezzato non solo da abituali ascoltatori di musica rock, con un Johnny Dee che nonostante abbia superato i 25 anni di onorata carriera mostra ancora un’invidiabile forma. Un disco da tenere in auto perché in lunghi viaggi potrebbe essere un ottimo e fedele compagno da portare con sé.

Ivan Varsi

Track List:

1. She Ain’t Alright
2. Tired O’ Waitin On You
3. Riffola
4. Ordinary
5. The House
6. Why Should I?
7. Down 2 Bizness
8. Sunday Morning
9. That’s All U Got
10. Restless
11. Separate Lives





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