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Reviews
PINO SCOTTO
Buena Suerte
(Valery Records)
2010
Nuova fatica discografica per l'indomito Pino Scotto: Buena Suerte viene presentato come “un concept album che traccia un percorso attraverso il malcostume, la decadenza sociale e il finto buonismo di questo nostro Bel Paese”. L'idea della copertina è del cantante napoletano stesso e si ispira ad un documentario in cui Elvis Presley spara ad un televisore. Senza dubbio da qualche tempo Pino sta cavalcando l'onda di una nuova e, forse, inattesa popolarità, e vivendo una sorta di seconda giovinezza artistica. Le costanti apparizioni televisive lo hanno reso un po' una macchietta, sdoganando il suo nome ma soprattutto il suo personaggio, ormai noto anche a chi gli si rizzano i capelli in testa anche solo a sentire nominare la parola heavy metal. Gli attacchi mediatici ripetuti del buon Pino ai musicisti troppo commerciali fanno senz'altro sorridere (e molte volte sono più che comprensibili e condivisibili), ma francamente collaborazioni controversiali come quella con J Ax sul precedente cd Datevi Fuoco lasciano un po' perplessi e spiazzano. Questa volta tocca a Caparezza, che prende parte alla simpatica gli “Arbitri Ti Picchiano”, forse il brano più radiofonico di tutto il lavoro, di cui è stato girato un divertente videoclip a cui hanno partecipato anche altri personaggi più o meno famosi della scena nazionale come i The Fire, i Club Dogo, il bassista dei Fire Trails Frank Kopo, il batterista dei Node Marco Di Salvia, Davide Mozzanica di Rock Planet e Mario Riso di Rezophonic. Per il resto Buena Suerte è un disco di protesta, con testi pungenti e diretti che senza inutili giri di parole vanno dritti al bersaglio, come è lecito aspettarsi da Scotto. Musicalmente non prende mai le distanze da quanto proposto in passato, i pezzi, immediati e arrangiati in maniera semplice, piacciono fin dal primo ascolto, anche se il livello qualitativo evidenzia frequenti dondolamenti e qualche canzone sa un po' di riempitivo (“Tempi Lunghi”, “Stage Degli Innocenti”, “Maldido Street”). La vena hard rock è però in bella vista e “Morta È La Città” offre anche un pregevole assolo dell'ex chitarrista degli Europe Kee Marcello. In definitiva un buon album, niente di più e niente di meno di ciò che ci si aspetterebbe da Pino Scotto.
Stefano Gottardi
Track List:
1. Quore Di Rock 'n' Roll
2. Morta È La Città
3. Gli Arbitri Ti Picchiano
4. Il Pronista
5. Tempi Lunghi
6. Soldatini Di Pongo
7. Stage Degli Innocenti
8. Maldido Street
9. Che Figlio Di Maria
10. Blues On
11. Diatribal Rock