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VOODOO HIGHWAY - Broken Uncle's Inn

Reviews

VOODOO HIGHWAY
Broken Uncle's Inn

(UDM Records & Production)

2011

Arriviamo decisamente e colpevolmente fuori tempo massimo con queste recensione, basti pensare che la prima tiratura del cd è andata esaurita e quella in oggetto è la ristampa del disco d'esordio dei Voodoo Highway. Un nome che lascerebbe pensare ad un epigono dei Badlands che nel 1991 pubblicarono un album con questo titolo. Non sappiamo se il quintetto ferrarese abbia in qualche maniera voluto omaggiare il gruppo in cui militavano Jake E. Lee e Ray Gillen, comunque il loro sound mischia hard rock anni '70 ad un pizzico di southern, con suoni volutamente non vintage (missaggio e mastering sono stati affidati ai Domination Studios di Simone Mularoni, un vero e proprio guru delle produzioni moderne made in Italy), anche se l'atmosfera che si respira rimanda proprio ai mitici seventies. È facile, quindi, accostare il loro nome a quello di band storiche come Rainbow, Led Zeppelin e soprattutto Deep Purple, a cui Craig Gruber, ex bassista di Rainbow, Black Sabbath e Gary Moore li ha paragonati, prevedendo per loro un futuro da degni eredi. Tecnicamente capaci, e con un songwriting ricercato e non troppo diretto, i Voodoo Highway forse non possono essere compresi e amati da tutti, anche perché Broken Uncle's Inn richiede un po' di pazienza e di ascolti prima di riuscire ad essere apprezzato davvero. Questo potrebbe scoraggiare i più, specialmente chi non ha il tempo o la voglia di ascoltare i dischi con attenzione come si faceva quando la tecnologia non permetteva, come al giorno d'oggi, di avere tutto a portata di click, e alla musica che si acquistava veniva dato il giusto peso, importanza e numero di ascolti che meritava. Al contrario, la magia intrinseca, quella che negli anni d'oro si annidava nei solchi dei vecchi lp hard rock, riaffiora pian piano, mentre canzoni come “Till It Bleeds”, “The Fire Will Burn Away (All The Darkness)” e “Running Around” riportano alla luce un sound senza età, classicamente rock e meravigliosamente ancora al passo coi tempi. I toni vengono smorzati dalla più scanzonata “J.C. Superfuck” e si rifanno seri con la più impegnata “In Fact It’s the Worst”, segno evidente che i ragazzi sanno prendere (e prendersi) in giro ma non sono degli stolti. Toccante anche la lenta “Heaven With No Stars”, che merita la citazione a parte, riuscendo a distinguersi dalla tantissime ballate sparate come colpi a salve da parecchie rock band; molti anni fa si diceva che quando rallentano i metallari sanno sempre scrivere pezzi meravigliosi, ma con l'esperienza ci si rende conto che non è sempre così. In questo caso il quintetto tricolore mette sul piatto della bilancia un brano da brividi che non passa di certo inosservato in un contesto qualitativo comunque elevato. A conti fatti questo disco (che nella ristampa contiene anche due pezzi dal vivo) colpisce nel segno e proietta i Voodoo Highway nell'olimpo delle giovani band di belle speranze che sembrano avere le potenzialità per crescere. Aggiungendo un pizzico di personalità in più, il prossimo lavoro potrebbe davvero stupire: il gruppo ha firmato un contratto per la tedesca DOTT Records, per la quale a marzo 2013 uscirà Showdown, un album che è più di un banco di prova, che dopo un debut di questo livello non può permettersi di non bissarne la bontà.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Intro (Since 1972)
2. Till It Bleeds
3. The Fire Will Burn Away
4. J.C. Superfuck
5. Window
6. Running Around
7. Broken Uncle's Inn
8. Heaven With No Stars
9. Gasoline Woman
10. In Fact It's The Worst




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