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DOKKEN - Broken Bones

Reviews

DOKKEN
Broken Bones

(Frontiers Records)

2012

Quattro anni dopo il mediocre Lightning Strikes Again, i Dokken ritornano sul mercato discografico con un nuovo lavoro, sempre sotto Frontiers, ma questa volta il songwriting appare decisamente di livello superiore. Quello che colpisce maggiormente dell’album è la sua eterogeneità: dopo la metallica opener “Empire” (scelta come primo singolo), il disco è un alternarsi di mid-tempo e ballad, passando dai malinconici refrain reminiscenti i Praying Mantis di “Broken Bones”, “Best Of Me” e “For The Last Time”, a sonorità care ai King’s X con “Blind” e “Waterfall” (in quest’ultima fanno capolino anche i Blue Öyster Cult più recenti). Se manca un’identità precisa, è vero però che i brani sono tutti molto riusciti, anche se più affini a certo modern rock che a un Under Lock And Key. La parte del leone, anche questa volta, tocca al bravo Jon Levin, che fa rimpiangere sempre meno Lynch, mentre Don Dokken risulta sicuramente più in forma rispetto alla precedente prova discografica. Un buon ritorno (copertina a parte!), che non accontenterà lo zoccolo duro dei fan della band, ma che gliene potrà far acquistare di nuovi.

Luca Driol

Track List:

1. Empire
2. Broken Bones
3. Best Of Me
4. Blind
5. Waterfall
6. Victim Of The Crime
7. Burning Tears
8. Today
9. For The Last Time
10. Fade Away
11. Tonight




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