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BLUE ÖYSTER CULT

Live Reports

BLUE ÖYSTER CULT

Live Club, Trezzo sull’ Adda (MI)
17/09/2008

Report e foto di Luca Driol

R.U. ready 2 rock? Dopo essermi perso il ritorno in Italia del “Culto dell’Ostrica Blu” presso il locale capitolino Stazione Birra di qualche mese fa, sono fortunatamente riuscito a rifarmi grazie a questa nuova data. Gli anni hanno decimato la formazione storica, della quale è però rimasto il nucleo “fondamentale”, rappresentato da Buck Dharma ed Eric Bloom. Agli altri strumenti troviamo quell’animale da palco che risponde al nome di Rudy Sarzo (Whitesnake, Dio, Quiet Riot, Ozzy Osbourne) al basso, Jules Radino alla batteria e l’eccellente Richie Castellano ad occupare il posto di chitarrista, tastierista e, occasionalmente cantante, lasciato vacante due anni fa dal membro fondatore Allen Lanier. Nonostante un’entrata non proprio “ad effetto”, i B.O.C. partono alla grande con “This Ain’t The Summer Of Love”, opener di Agents Of Fortune, probabilmente il loro album più noto. La band appare subito in piena forma, fatta eccezione per Eric Bloom (con i suoi 64 anni è il più anziano della formazione), a cui serve qualche minuto prima di entrare a pieni giri. Sin dalle prime battute, a stupire in maniera più evidente è proprio l’ultimo arrivato, ovvero Rudy Sarzo, che, oltre a suonare divinamente il suo strumento e a muoversi in continuazione, è in possesso di un look splendidamente anni ’70. Ma il vero protagonista della serata (del resto c’era da aspettarselo) è il leader Donald “Buck Dharma” Roeser, che fa ancora ruggire la sua sei corde come trent’anni fa, soprattutto in fase solista, dove dimostra un raro senso estetico. Per la gioia dei presenti, scorrono le classiche “The Red And The Black”, “Joan Crawford”, “ME 262”, “Black Blade” e “Burnin’ For You”, mentre a sorpresa spuntano una fantastica “I Love The Night” e un estratto dal penultimo disco in studio del gruppo, Heaven Forbid, ovvero “Harvest Moon”. La band, giusto per ricordare al pubblico chi è Rudy Sarzo, esegue un mini-medley di alcuni brani di artisti con i quali il musicista ha collaborato, concludendo con il riff di “Crazy Train” del madman Ozzy, da cui il bassista ne ricava un solo citando “School Days” di quel funambolo delle quattro corde che risponde al nome di Stanley Clarke. Ovviamente il gruppo chiude lo show con i due pezzi più celebri della propria carriera, “Godzilla” e la leggendaria “(Don’t Fear) The Reaper”, scatenando ulteriormente un pubblico più che caloroso. La band rientra on stage per i bis, ma, a sorpresa, vengono proposte la metallica “See You In Black”, sempre da Heaven Forbid, per poi terminare la serata con la scatenata “Hot Rails To Hell”. Stranamente non vengono suonati tre classici onnipresenti nelle scalette dei B.O.C. come “Stairway To The Stars”, “E.T.I.” e “Cities On Flame With Rock And Roll”, ma, in una discografia che comprende ben tredici album in studio, si possono perdonare al gruppo tali assenze. Questa serata ha visto una formazione cardine della storia del rock esibirsi ancora con una passione ed un feeling straordinari: sperando in un loro ritorno discografico in tempi brevi, onore e gloria ai Blue Öyster Cult!

Setlist:

1. This Ain’t The Summer Of Love
2. Before The Kiss
3. Burnin’ For You
4. The Red And The Black
5. Harvest Moon
6. Joan Crawford
7. ME 262
8. I Love The Night
9. Buck’s Boogie
10. Black Blade
11. Then Came The Last Days Of May
12. Godzilla
13. (Don’t Fear) The Reaper
14. See You In Black
15. Hot Rails To Hell




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