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BUCKCHERRY - Black Butterfly

Reviews

BUCKCHERRY
Black Butterfly


(Eleven Seven Atlantic)

2008

Ci sono voluti quasi 10 anni, ma alla fine i Buckcherry hanno mantenuto tutte le promesse fatte con il loro album omonimo d’esordio, anzi, forse sono andati oltre ogni più rosea aspettativa. Oggi, come un cavallo di razza sul quale si è puntato molto e che a causa di problemi vari non è mai riuscito ad esprimere tutto il suo talento, si ripresentano ai blocchi di partenza con un disco, il quarto, strepitoso dalla prima all’ultima canzone. Dopo il periodo di separazione, la band è tornata in auge nel 2006 con 15, un album davvero apprezzabile, ma con Black Butterfly i Buckcherry sono cresciuti, maturati, evoluti proprio come un bruco che in primavera si trasforma in una splendida farfalla nera: tutte cose che si percepiscono dalla voce di Josh Todd, ancora carico, trascinante e pieno di rabbia come ai tempi degli esordi. Ora il loro non è solo street rock, glam, è hard rock puro, che fonde Aerosmith, Black Crowes e AC/DC senza più paura di impallidire al loro confronto. Il segno del cambiamento si nota da subito: non appena si preme play “Rescue Me” ci prende con forza e decisione la mano per accompagnarci in volo con la nostra black butterfly nell’esplorazione del più puro hard rock; una canzone che fa venir voglia di mettersi in macchina e correre come pazzi (ma poi mi ricordo che non ho la patente, dicono che se non vedi non puoi guidare: solita burocrazia...). “Too Drunk”, il singolo che ha lanciato il disco, ha nel solo di Keith Nelson quella che è la vera linea di demarcazione tra ciò che è stato e ciò che speriamo sarà, una svolta che aggiunge classe non solo al modo di comporre ed arrangiare le song, ma anche nel porsi nei confronti degli ascoltatori. Certo il riff iniziale ricorda abbastanza “Doin The Dance” dei Bangalore Choir, ma questo non può essere interpretato come una nota di demerito, anzi, vuol dire che abbiamo visto giusto: i Buckcherry, e soprattutto il loro stile, stanno cambiando. Si procede spediti con la splendida “Dreams”, forse la miglior canzone dell’intero album, e con “Talk To Me” in cui le linee di chitarra e basso, oltre all’armonizzazione delle backing vocals, ci danno quasi l’impressione di ascoltare gli Aerosmith con un cantante un pochino più incazzato. “Don’t Go Away”, c’è da scommetterci, sarà una hit alla “Sorry” (singolo di 15 giunto all’ottavo posto nella chart americana ottenendo il massimo risultato della carriera dei Buckcherry sino a questo momento), una splendida ballad molto sentita che mette in risalto l’altra faccia dell’anima Buckcherry. Dopo esserci scatenati un altro po’ con “Fallout”, lasciamo che “Rose” e (soprattutto) “All Of Me” ci accompagnino verso il calar del sole in sella al nostro cavallo rigorosamente nero. Qui non c'è alcun principe azzurro, al massimo un cowboy che sa che quello che ha di fronte non è un semplice tramonto, ma il passaggio tra un giorno vecchio ed uno nuovo, ed anche se sa bene che con Black Butterfly i Buckcherry parlano di una farfalla nera, stasera si sente in vena di romanticismi e vuole seguire le ali spiegate di questo splendido insetto (e la sua ombra riflessa sulla sabbia del deserto arido della musica d’oggi) verso altri dischi che possano tenere sempre viva la sua, e si spera anche la vostra, passione per il caro e fottuto rock 'n' roll.

Ivan Varsi

Track List:

1. Rescue Me
2. Tired Of You
3. Too Drunk...
4. Dreams
5. Talk To Me
6. Child Called "It"
7. Don't Go Away
8. Fallout
9. Rose
10. All Of Me
11. Imminent Bail Out
12. Cream




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