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Reviews
BENNY MARDONES
Benny Mardones
(Curb Records)
1989
Ci sono dischi che ci metti un po’ per capirli, altri che invece proprio non riesci ad apprezzarli e altri ancora che invece subito ti colpiscono. È quest’ultimo il caso dell’album omonimo di Benny Mardones, uno di quei tanti artisti che dato l’affollamento della scena rock americana degli anni ‘80 non ha forse raccolto tantissimo, ma che con le sue grandi doti di singer e songwriter, ha comunque lasciato un segno nella storia del genere musicale a noi tanto caro. Un lavoro diretto, condito con tocchi di pura classe, in grado di raggiungere un pubblico variegato in cui a parlare è la vena artistica di questo musicista nato a Cleveland nel novembre del 1946 e che, trasferitosi a New York, inizia a collaborare come songwriter con vari artisti fra i quali un giovanissimo John Bon Jovi. Il suo primo lavoro risale al 1980, ma è con l’omonimo di cui stiamo parlando che le sue potenzialità vengono davvero a galla. Il disco parte subito bene: “I Never Loved You” e “For A Little Ride” infatti, danno quello slancio tipico di quelle classiche canzoni da viaggio che solo le band americane sanno regalarci. La prima traccia è puro sentimento; “How Could You Love Me” è una delle più grandi ballad che siano mai state scritte, sembra quasi di toccare con mano lo stato d’animo di Mardones, con una strofa intima e personale e quel solo di sax nel mezzo che improvvisamente fa sussultare il cuore. “Into The Night” è sicuramente il brano più celebre di Mardones: una song è meritevole quando chiudendo gli occhi riesce a farti immaginare qualcosa. “Into The Night” riesce in questa impresa: si narra che quando ad un concerto in memoria di Roy Orbison Benny salì sul palco per cantare questo pezzo, sconosciuto ai più, sembrò un po’ emozionato, ma che quando terminò la sua esibizione il pubblico si alzò per una meritatissima standing ovation. L’ascolto di questo album consiglia di non tralasciare nessuna delle 10 tracce: la partecipazione di artisti del calibro dei fratelli Porcaro dei Toto o quella di Robert Tepper, autore della celeberrima “No Easy Wayout” della storica colonna sonora di Rocky IV funge da marchio di pura garanzia, “Never Faraway” e “Cloose To The Flame” apportano un ulteriore contributo al lavoro riportando alla mente band come Journey e Survivor. Insomma, se una recensione deve fungere anche da consiglio per un ottimo disco, uno da avere nella propria collezione personale, allora in questo caso vi consigliamo caldamente di procurarvi l’omonimo di Benny Mardones. La sua voce calda che non ha niente da invidiare a nessuno, le sonorità che variano dal l'aor al più puro rock non vi faranno pentire di aver seguito il nostro suggerimento.
Ivan Varsi
Track List:
1. I Never Really Loved You
2. For A Little Ride
3. How Could You Love Me
4. Into The Night
5. We’Ve Not To Run
6. I’ll Be Good To You
7. If You Loved Me
8. Never Faraway
9. Cloose To The Flame
10. Run To You
Contatti:
www.myspace.com/bennymardones