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WIRED DESIRE - Barely Illegal

Reviews

WIRED DESIRE
Barely Illegal

(Autoprodotto)

2008


Giovanissimi ma devoti al caro vecchio hard rock dei bei tempi andati (Aerosmith, AC/DC, Rolling Stones e ZZ Top le influenze dichiarate), questi Wired Desire da Glasgow, Scozia. Barely Illegal è il loro primo prodotto da studio ed il "parto" è riuscito sin dal professionale confezionamento del digipack. Bello il booklet con testi e foto che mette in risalto un look ricercato, non banale e adatto al genere proposto. Classico hard rock con una vena sleaze ed un retrogusto blues, il giusto compromesso fra il ruvido sound dei leggendari AC/DC, la violenza dei primi Guns N' Roses e la tamarraggine dei Mötley Crüe. Quattro brani che mostrano chitarre distorte impazzite, una sezione ritmica scoppiettante ed una voce sporca e selvaggia, probabilmente coltivata a whisky e sigarette, forse non proprio impeccabile ma adeguata a questo tipo di musica. Attivi dal 2006, in soli due anni questi ragazzi sono cresciuti come persone e come musicisti, hanno diviso il palco con gente come Wishbone Ash, Eric Bell, Bad Company e, soprattutto, Nazareth che li hanno definiti la migliore support band avuta in oltre 40 anni di carriera! L'ep, che ha superato le 700 copie vendute, fa ben sperare per il full-length album che il quartetto ha in programma di realizzare per il 2009. Promossi, alla prossima.

Stefano Gottardi

Track List:

1. No One Sleeps
2. The Hard Stuff
3. Damn Hard
4. Ride





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