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BACKYARD BABIES

Live Reports

BACKYARD BABIES + BULLET + LESTER & THE LANDSLIDE LADIES + PLANETHARD

Sottotetto, Bologna
26/09/2008

Report di Silvano "P.I.Z." Ancellotti e Anna Minguzzi, foto di Anna Minguzzi

Possono suonare solo quattro pezzi, ma i milanesi Planethard hanno tutto il tempo per dimostrare, ancora una volta, il loro valore. Tornati a Bologna dopo avere aperto a maggio il concerto degli Y & T, propongono alcuni fra i brani più energici tratti dal recente Crashed On Planethard, iniziando con “Rock 4ever”, la bonus track per la versione giapponese del disco, e terminando con la vivace “Kill Me But First Kiss Me”. Il tempo è poco, come già detto, ma i Planethard non si perdono in chiacchiere e deliziano il pubblico con il loro hard rock robusto e suonato con gusto; impossibile rimanere indifferenti, impossibile non apprezzare un gruppo che sa essere al tempo stesso originale e fedele ai sani principi del rock; assolutamente raccomandati a chi ancora non li conoscesse. (Anna Minguzzi)
Dopo un'odissea interminabile di tangenziali bloccate, code e caselli intasati (probabilmente l'idea di partire alle 18.00 da Milano non è stata delle più azzeccate) raggiungo il Sottotetto. Il locale, che riapre i battenti proprio con questa data e che per mano della sempre più attiva Bologna Rock City nei prossimi mesi regalerà parecchie chicche agli appassionati di hard rock e affini, è già discretamente popolato al mio arrivo. Scopro che mi sono perso i Planethard e rimangono pochi minuti a Lester e le sue signorine valanga. Nonostante la formazione rimaneggiata per l'ennesima volta, i
Landslide Ladies convincono come sempre; scanzonato punk rock con tutte le carte in regola per il salto di qualità: grande attitudine, ottima "pacca" e splendide canzoni. È quindi la volta degli svedesi Bullet, dediti a un classico hard rock di chiara derivazione AC/DC con qualche inserto heavy classico e un look tutto jeans and leather assolutamente vintage; mi ricordano, non so se sia un complimento, gli Spinal Tap. Tra song dai ritornelli facilmente memorizzabili, borchie e "ritmiche coreografiche" i ragazzi sanno come scaldare l'audience e sulla conclusiva "Bite The Bullet" il conivolgimento è palpabile. Sicuramente non imprescindibili ma indubbiamente adatti alla situazione.
Giusto il tempo di una birra e lo stage è pronto per accogliere i
Backyard Babies. La scenografia è piuttosto spartana ma questa sera a fare la differenza è proprio la prestazione dei quattro. Lo show si apre con "The Ship" tratta dal nuovo album e non è difficile capire che l'intenzione di Nicke e soci è quella di non fare prigionieri. La scaletta privilegia chiaramente la nuova release e la dimensione live dà un bello scossone anche a pezzi che su disco risultavano un po' insipidi, primo tra tutti il singolo "Fuck Off And Die". La sezione ritmica formata da Peter e Johan è davvero ineccepibile, Nicke oltre a un'ottima prestaziona vocale risulta più loquace di quanto ci si sarebbe potuto aspettare e Dregen... beh... è Dregen. Una palla matta sul palco che suona, canta, suda, sputa, ammicca, salta; fa tutto in maniera sgraziata ma con uno stile semplicemente unico e incarna senza troppi giri di parole il concetto di perfetto chitarrista rock 'n' roll. Il pubblico reagisce con gran calore: c'è chi poga, c'è chi balla, c'è chi tenta di saltare sul palco cercando di fare stage diving (subendo gran spintoni dai roadie) e bisogna dire che quando una band può vantare nel proprio repertorio colpi del calibro di "Look At You", "Brand New Hate" e "Highlight" non ce ne si stupisce per niente. "Minus Celsius" mette fine alla prima parte del set; dopo una breve pausa Nicke, solitario, torna sul palco per una versione di "Saved By The Bell" da brivido, per poi riattaccare a pieno regime (in ordine sparso: "Nomadic", "The Clash", "Star Wars") prima di chiudere con "Bombed (Out Of Mind)" tratta dall'immortale Total 13. Doppio pollice alzato per i quattro svedesi che questa sera con un show carico ed energetico come non mai hanno dimostrato che ad oggi, in Europa, rimangono i più validi alfieri di un certo rock 'n' roll sporco e degenerato. Uniche pecche riscontrabili sono forse l'assenza di qualche classico dalla scaletta e qualche problema tecnico di troppo, ma sono particolari assolutamente manginali che non hanno minato la qualità generale del concerto. (Silvano "P.I.Z." Ancellotti)




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