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BABY JANE

Interviews

BABY JANE - Freddie e Manx

Intervista a cura di Letizia Maestrello

Dopo cinque anni di attività live in giro per l'Europa, gli svedesi Baby Jane pubblicano il loro debut album In The Spotlight. Freddie (voce) e Manx (basso) rispondono ad alcune domande sul loro lavoro, parlandoci anche dell'evoluzione e dei progetti futuri della band.

Ragazzi, intanto grazie mille per aver trovato il tempo per rispondere ad alcune domande Prima di tutto, una domanda sulle vostre origini. Come vi siete conosciuti? Eravate amici anche prima di iniziare a suonare insieme?

Freddie: Be', come band abbiamo iniziato nel 2007, quando Mikey, Matt e Rikk stavano cercando persone adatte per quello che poi sarebbero diventati i Baby Jane. Io conoscevo Matt perchè veniamo dalla stessa città (anche Rikk e Mikey), Manx era un amico di Mikey, quindi tutto è stato molto naturale sin dal primo giorno.

Parliamo del nome della band, Baby Jane. Come vi è venuto in mente? Ha qualcosa a che fare con il film degli Anni '60?
Freddie: Baby Jane è un bel nome e si adatta bene alla nostra attitudine. Non ha niente a che fare con il film o con la canzone di Rod Stewart, non ho mai visto il film nè sentito la canzone, ma sono sicuro che anche quella è roba forte! Alice Cooper ha parlato di Baby Jane in un'intervista e suonava bene, carico di energia.

La band è nata a Goteborg, in Svezia. Siete stati influenzati dalla vostra città natale e dalla sua scena musicale?
Freddie: Non troppo in realtà, in Svezia c'è un'ottima scena musicale e moltissime band, ma credo di poter parlare a nome di tanti: ognuno ha il proprio stile, il proprio modo di comporre e di spiegare certe situazioni nelle proprie canzoni. Facciamo a modo nostro.
Manx: Magari ti deluderò un po' adesso, ma ancora una volta la scena rock svedese è morta, come all'inizio degli anni '90. Ma noi siamo vivi, e anche un sacco di altre band, quindi ci auguriamo di risollevarci di nuovo.

Il vostro primo disco, In The Spotlight, è uscito il 4 aprile di quest'anno, ma suonate insieme già da 5 anni. Perchè avete deciso di pubblicare il vostro debut album adesso e non prima?
Freddie: Può volerci del tempo per trovare veramente il proprio sound. Oggi siamo abbastanza maturi per rendere conto di tutto quello che facciamo, e sicuramente è valsa la pena di aspettare. Per anni abbiamo valutato i pro e i contro della nostra musica, ed ora quegli anni sono finiti.

Prima dell'album avete pubblicato 3 ep. Come descrivereste l'evoluzione del vostro sound e della vostra musica nel corso degli anni?
Freddie: In ogni canzone che fai puoi sempre trovare qualcosa di nuovo da imparare, e nel corso degli anni ci siamo sentiti spesso confusi. I Baby Jane sono e sono sempre stati una band hard rock/punk, e negli ultimi anni abbiamo lavorato molto sui ritornelli e costruito ogni canzone partendo da questi.
Manx: Sì, siamo maturati molto dai tempi di Strike Em Back. All'inizio volevamo puntare su qualcosa di un po' più pesante ma, come ha detto Freddie, i ritornelli sono diventati sempre più importanti e ci siamo resi conto che più i riff diventavano pesanti, più era difficile metterci sopra un ritornello orecchiabile. Su Taste Of Underground volevamo introdurre un sound più punk e cupo allo sleaze, e credo che abbiamo trovato la giusta via con il terzo ep, con "Next In Line" e "This Is War", che sono le uniche canzoni vecchie che abbiamo tenuto nel debut album.

Nel vostro primo disco si sente l'influenza di band come Crashdïet e Vains Of Jenna, band con le quali avete effettivamente suonato in passato. Quanto ha influito la vosta attività live sulla creazione dell'album?
Freddie: Come hai detto prima, suoniamo insieme ormai da 5 anni e abbiamo sempre mantenuto l'adrenalina e l'energia di quando abbiamo iniziato, ed è molto importante che queste contagino i nostri fans e che ognuno possa sentirsene parte. Credo che abbiamo raggiunto l'obiettivo e che abbiamo catturato queste qualità nel debut album In The Spotlight.

I testi delle canzoni sono molto diretti. Li scrivete individualmente, oppure trovate un'idea e ci lavorate sopra insieme?
Freddie: Sono davvero diretti, sì (ride)! O dici le cose così come stanno, o è meglio se stai zitto. I testi sono piuttosto personali, ma i Baby Jane la pensano allo stesso modo sulla maggior parte degli argomenti, quindi non ci sono problemi una volta finito di scriverli.

In The Spotlight è uscito per la vostra etichetta, la Live To Fight Productions. Come vi è venuta l'idea di creare la vostra etichetta e di pubblicare il debut album con questa?
Freddie: L'idea è nata perchè abbiamo fatto tutto da soli, nessuno ci ha aiutati a creare quest'album, quindi è una specie di "sigillo" su tutto il nostro lavoro. E poi non abbiamo trovato nessuna etichetta interessante che potesse pubblicarlo per noi.

Avete suonato nel nord Europa, in Germania e in Inghilterra. Con l'uscita del debut album avete in mente un tour europeo più ampio?
Freddie: Sì, speriamo ovviamente di poter suonare ovunque il più possibile, ma è davvero una lotta quando fai tutto da solo. Al momento stiamo cercando un'agenzia di booking che possa aiutarci con i concerti e il tour, quindi se c'è qualcuno interessato a lavorare con i Baby Jane è pregato di mandarci una mail!
Manx: C'è qualcuno che sta lavorando per noi in Italia e in Germania, sono persone che si impegnano molto e che lo fanno per il rock'n'roll. Ci piace molto e, se tutto va bene, ci vedremo prima della fine dell'anno!

Un'ultima domanda: c'è una band con cui vorreste suonare in futuro?
Freddie: Assolutamente sì! Principalmente con una band che possa completare i Baby Jane, che magari non fa il nostro stesso genere, così da ampliare il nostro pubblico. Credo che i nostri amici dei 69 Eyes potrebbero fare al caso nostro... e Lady Gaga, magari?




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