ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


ASIA

Live Reports

ASIA

Rolling Sone, Milano
24/03/2009

Report e foto di Luca Driol

Unica tappa italiana ed unica occasione per rivedere in azione gli Asia nella formazione originale, dopo l’uscita di Phoenix dello scorso anno. Questi quattro musicisti saranno attempati, ma dal vivo fanno ancora scintille, complici alcune cover da capogiro. Ma partiamo dall’entrata del gruppo sul palco milanese: ad accoglierli è un Rolling Stone non del tutto gremito, dopo una suggestiva introduzione, il quartetto dà il via allo show con l’epico riff di tastiere di “Only Time Will Tell”, dove i convenuti possono già godere di un John Wetton in stato di grazia. Altre hit vengono regalate ad un pubblico sempre più caldo ed entusiasta, come “Wildest Dreams”, “Time Again”, “Daylight”, “One Step Closer” e le recenti “Never Again” e “An Extaordinary Life”, mirabili esempi del miglior pomp rock in circolazione. Ma le sorprese arrivano quando la band decide di presentare alcune cover dei gruppi di appartenenza dei singoli musicisti: per cui tra un brano e l’altro degli Asia, si alternano le varie “In The Court Of The Crimson King” (in una versione “tagliata”) dei King Crimson, dove militò John Wetton, la fantastica “Roundabout” dal repertorio degli Yes, gruppo di Steve Howe, la versione degli ELP di “Fanfare Of The Common Man” di Copeland e il mega hit “Video Killed Radio Star” che fu dei Buggles, band del tastierista Geoff Downes, che si presenta sul palco vestito con giacca e pantaloni argentati e occhiali da sole proprio come nel videoclip del pezzo in questione. Ottimi anche gli episodi solitari di Steve Howe che si diletta nella tecnica “The Clap” (sempre dal repertorio dei primi Yes) e Wetton che con una chitarra acustica a 12 corde si cimenta in “Book Of Saturday”, canzone dei King Crimson del 1973, scritta da Wetton stesso assieme a Robert Fripp. Steve Howe, pur visibilmente invecchiato, appare in grande spolvero, soprattutto durante gli assoli, nei quali si fa trascinare in pose esilaranti, mentre Carl Palmer… è Carl Palmer, ovvero uno dei più grandi batteristi rock al mondo, probabilmente secondo solo a Neil Peart (e durante l’assolo lo dimostra ampiamente, suscitando entusiastiche grida di consenso da parte della folla). A fine show arrivano i pezzi forti del gruppo: l’acclamata “Heat Of The Moment” e a seguire “Soul Survivor”, che congeda il quartetto dal pubblico italiano, felice e provato da un concerto che ha minato il cuore di più di uno spettatore, compreso quello di chi scrive.

Setlist:

1. Only Time Will Tell
2. Wildest Dreams
3. Never Again
4. Roundabout (Yes)
5. Time Again
6. Geoff Downes Solo
7. Steve Howe Solo
8. The Clap (Yes)
9. Book Of Saturday (King Crimson)
10. The Smile Has Left Your Eyes
11. Don’t Cry
12. Daylight
13. Open Your Eyes
14. Fanfare For The Common Man (Emerson, Lake & Palmer)
15. Without You
16. An Extraordinary Life
17. In The Court Of The Crimson King (King Crimson)
18. Video Killed Radio Star
19. The Heat Goes On
20. Carl Palmer Solo
21. Heat Of The Moment
22. Sole Survivor




Torna ai contenuti | Torna al menu