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NAUGHTY WHISPER - Addicted To Decadence

Reviews

NAUGHTY WHISPER
Addicted To Decadence

(SG Records)

2012


C'era una volta, nei primi anni del nuovo millennio, una band che si era ritagliata uno scorcio di Sunset Stip nella sua città avvolta dalla nebbia e dallo smog, Milano, e lo aveva fatto a suon di mascara, rossetti, bandane e camicie leopardate, e tanto buon rock'n'roll. E non importava se fuori dalla sala prove ci si affacciava sui Navigli anziché sulle spiagge dorate di Santa Monica o Venice Beach, e se i loro Rainbow e Whisky A Go-Go erano l'Indian's Saloon o l'Inkubo Kafè, perché loro erano sempre pronti ad imbastire uno show di prim'ordine e di forte ispirazione a stelle e strisce. Quel gruppo rispondeva al nome di Naughty Whisper. Poi i tempi sono cambiati, il fenomeno del revival sleaze che attorno al 2003 aveva condotto in Italia (in alcuni casi per la prima volta) band come L.A. Guns, Faster Pussycat, Bang Tango, Enuff' Znuff, Vain e Adler's Appetite, accendendo l'entusiasmo di nostalgici e nuove leve, e portando alla nascita di tanti gruppettini glam tricolori, si è lentamente ed inesorabilmente placato, sino quasi a scomparire. Molte formazioni che erano salite sul carrozzone tutto lustrini e paillette più per moda che per altro sono scomparse nel nulla, quelle composte da gente che ci credeva davvero come i Naughty Whisper, invece, hanno proseguito imperterrite, magari dando una decisa sterzata stilistica, senza per questo tagliare i ponti col passato. E così nel 2007 il trio è (ri)diventato un quartetto con l'inserimento del cantante Andy Star, entrato nel gruppo subito dopo le registrazioni di Psycho (dove compare comunque nelle foto del booklet), un album che ha segnato una svolta nel sound del combo meneghino, divenuto più smaccatamente punk n' roll. Da quel momento la band ha proseguito e completato la propria maturazione personale e artistica facendo esperienza sul palco, anche all'estero. Firmato il primo contratto, per il loro secondo full length i Naughty Whisper hanno scelto Göteborg e le mani esperte del produttore Arnold Lindberg (In Flames, Hardcore Superstar, Evergrey). Sin dalle prime note di Addicted To Decadence si capisce che se l'obiettivo era un suono heavy, moderno e al passo coi tempi, è stato centrato in pieno. Un riffing tagliente e glaciale dona al disco una pesantezza di fondo inattesa, mentre la presenza di synth contribuisce a creare un'atmosfera cupa e futuristica, che a tratti sembra prendere ispirazione anche dalle caratteristiche che riguardano l’immaginario gotico. Con sapienza e maestria non viene trascurato l'aspetto melodico, che, seppur meno evidente che in passato, rimane una costante. Non è semplicissimo accostare il sound di questo platter a quello di qualche gruppo in particolare e questo gioca sicuramente a favore dei Naughty Whisper, a cui si può davvero rimproverare poco: Addicted To Decadence ha i suoi momenti di esaltazione (vedi “Welcome To My Nightmare” ed “Eternal Demon”, giustamente scelti come primi singoli e videoclip), ma in generale si attesta su livelli qualitativi piuttosto elevati per la sua interezza. Buona la prova dei singoli, convince anche il “nuovo” singer dietro al microfono, la cui timbrica ben si adatta a queste sonorità. Con questo lavoro hanno dimostrato ancora una volta di essere una band italiana credibile persino all'estero, anche in virtù del suo percorso artistico, sicuramente inappuntabile. E non è cosa da tutti...

Stefano Gottardi

Track List:

1. Addicted To Decadence
2. Welcome To My Nightmare
3. Damned Scratch
4. Into My Blood
5. My Own Demise
6. Eternal Demon
7. Poison White
8. From Lust Till Death
9. Everythings Not Lost
10. Venom In Me
11. Borderline
12. (I Just) Died In Your Arms - cover Cutting Crew




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