ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


ABSYNTH AURA

Interviews

ABSYNTH AURA - Giorgio "JT" Terenziani

Intervista a cura di Sergio Grossi

Una delle rivelazioni dell'anno che sta volgendo alla conclusione sono senza dubbio gli Absynth Aura di Giorgio "JT" Terenziani, Michele "Dr.Viossy" (Mr. Pig, Killing Touch), Claudia Saponi e Marco Renzi. Un disponibilissimo JT ci ha illustrato a fondo la situazione in casa AA, parlandoci del debut album di recente pubblicazione, Unbreakable.

Ciao Giorgio, ci racconti brevemente come nascono gli Absynth Aura?
Intanto ciao a tutti! Gli Absynth nascono da una collaborazione tra Claudia e me e Viossy. Il tutto perché Claudia aveva bisogno di arrangiare e registrare personalmente un brano per un concorso. Noi ci conoscevamo già da tempo e c’era stima reciproca, così abbiamo provato e lavorato insieme sul brano e… Claudia ha vinto il concorso. Così ci siamo riproposti di scrivere qualcosa per Claudia o comunque di scambiarci qualche idee. Al 3° pezzo il feeling era così buono che ci siamo detti “perché non facciamo un gruppo invece che scambiarci semplicemente pezzi e idee?”. Il primo brano, quello da cui nasce tutto si trova sul disco ed è “Will Is Power”. Fin dall’inizio anche Marco era della partita perché ha sempre suonato con Claudia e abbiamo capito che era l’uomo giusto per noi. La cosa è stata un po’ lenta, ma estremamente naturale per tutti come processo.

Che cosa significa Absynth Aura?
Il nome è un parto della mente malata e sibillina di Viossy. Quel maledetto non ci spiega mai le cose a fondo tant’è che credo di avere scoperto il significato che LUI intendeva dargli solo a settembre di quest’anno. Ma ti sembra che ci vogliano oltre 3 anni per farsi spiegare un nome? Absynth sarebbe una citazione da Dracula, il pezzo della “fatina verde” se non sbaglio… Aura è, prima di tutto, un’assonanza e un’immagine e si sposa bene come suono globale creando un binomio che è piaciuto subito a tutti.

Come mai avete deciso di chiamare il disco Unbreakable?

Eh eh... il merito è da attribuire a Roberto Priori il nostro sound engineer. Stavamo finendo di mixare il disco e intanto era ora di decidere il titolo. Avremo pensato a 20 titoli e nessuno ci andava bene del tutto. A un certo punto se ne esce Robby e ci dice “scusate, ma perché non lo chiamate Unbreakable: è il pezzo più lungo del disco, rappresenta in toto il vostro progetto anche a livello testuale ed è anche l’ultimo pezzo se escludiamo la cover”. Ci aveva già convinto a metà frase a quel punto… Unbreakable!

Che cosa rappresenta l'artwork di copertina?
L’artwork vuole essere un viso di donna, un viso forte, determinato, ma anche segnato, affaticato e pensieroso. Il vetro rotto che non tocca il viso rappresenta il fatto che tutto si rompe intorno, che tutto crolla, ma lei no. La copertina è un richiamo visivo forte alle tematiche del disco e dei testi. Volevamo un’immagine elegante, ma che colpisse e facesse pensare. Grande merito per la scelta dell’immagine a Claudia!

Di che cosa parlano i testi del disco e quale messaggio, se ce n'è uno, volete lanciare?
I testi hanno tutti una tematica comune, parlano della voglia di farcela di non arrendersi e di essere sé stessi al di là di tutto perché: rispettarsi, andare dritti senza calpestare gli altri, ma rimanendo aperti e facendosi domande alla lunga paga. In ogni testo puoi trovare un percorso di catarsi, uno scoglio da superare e la necessità di trovare la forza prima in sé stessi, poi negli eventi normali che ci circondano. Molto spesso siamo solo noi i giudici di ciò che ci accade. Il messaggio è interpretabile, ma sostanzialmente i testi vogliono dire: “credici, abbia fede in te, negli altri, non chiuderti e se avrai pazienza, costanza e coerenza ce la farai”. Se non mi sono spiegato gli altri mi infameranno, sappilo (ride).

Ti sei spiegato perfettamente, stai tranquillo! In fase di recensione non ho saputo definire un genere musicale, aspetto del tutto positivo. Tu come descriveresti il vostro sound?
Se non ci sei riuscito tu lo chiedi a me? Ce lo siamo chiesti anche noi e non abbiamo trovato una risposta univoca. Ci sono mille influenze anche abbastanza riconoscibili: hard rock, metal, sprazzi di progressivi e di soul, così come un po’ di funk o R&B. Sicuramente non volevamo fare gothic. L’equazione: chitarra distorta + voce femminile = gothic non ci piace. Dai, inventiamoci un neologismo qui e ora, se prendiamo la nostre formazione, le influenze di Claudia lo potremmo chiamare Soul metal o Soul Rock, qual è più bello? Dai, facciamo Soul Metal e non se ne parla più!

Mi piace come definizione! Comunque non dev'essere facile far convivere all'interno dello stesso disco dei brani delicati come “Smile” e aggressivi come “Believe Me” e “Understand My Fight” e risultare credibili...
Sai che abbiamo scritto al 100% quello che avevamo in testa senza preconcetti ne schemi a tavolino? Abbiamo lasciamo fuori i brani che non ci convincevano e messo solo quelli di cui eravamo sicuri, ma non è mai capitato che qualcuno dicesse: “eh manca un pezzo, scriviamo qualcosa alla…”. L’unica cosa che ci siamo detti è che volevamo essere coerenti nelle parti e nei suoni a rischio di sembrare presuntuosi. Così, niente intenzione da produzione pop o da turnisti, tipo “registriamo un suono flat e dopo decidiamo come farlo”, no grazie. Questo volta faccio il mio suono e sono sicuro che si sposi con gli altri, faccio le mie parti e se penso prima al gruppo che a me, sono sicuro che vadano bene. Partendo dal rispetto per la band, per i brani e per i tuoi compagni è venuto fuori il disco che senti. Pensa che alcune parti di batteria le ho fatte io, alcune progressioni di accordi sono della Claudia, alcune linee di basso di Viossy e così via. Ognuno ha lavoro per la band, per i brani. A quel punto la coerenza di fondo ti permette di essere eterogeneo. Con un po’ di sano orgoglio per il lavoro fatto e splendida presunzione io la penso così e me ne prendo la responsabilità!

Uno dei momenti più alti del disco,a mio parer è “Life” con lo splendido duetto fra Claudia Saponi e Fabio Dessi, frontman degli Arthemis, una delle voci più belle del metal nostrano. Come mai avete pensato proprio a lui?
“Life” è sicuramente il pezzo preferito di Viossy e una perla armonico/melodica partorita dalla mente di Claudia. In primis il testo è fatto per un duetto maschile, femminile e quindi cercavamo una voce calda, maschia e potente per poter rendere al meglio il brano. Fabio è stata la scelta naturale, lo conosciamo da tempo e soprattutto siamo molto amici con gli Arthemis, direi che siamo quasi fratelli! Io ho avuto il piacere di assistere ad alcune session di registrazione delle voci di Heroes, ultimo disco degli Arthemis, e mi sono convinto ulteriormente che lui era l’uomo giusto. L’ho fatto sentire alla Claudia e anche le ha sentito le vibrazioni giuste. In più Fabio ha fatto un lavoro bellissimo personalizzando la sua parte e immergendosi perfettamente nell’atmosfera del brano.

Come è ricaduta su “Zombie” la scelta della cover?
Risale al nostro primo concerto. Avevamo pochi brani e abbiamo deciso di inserire un paio di cover per completare la scaletta. Ci siamo detti che avremmo ri-arrangiato qualcosa e ognuno avrebbe mandato le sue idee alla band. Io ho pensato a un brano per chiudere il concerto e ho pensato che “Zombie” poteva essere un pezzo abbastanza pop da poter essere snaturato, ma non sembrare la classica cover messa lì per dovere di cronaca. Ho mandato l’arrangiamento alla band ed è piaciuto così tanto che lo abbiamo tenuto pensando che fosse un ottimo finale e da lì è diventato anche il finale del disco.

Come siete entrati in contatto con la logic(il)logic Records, e come vi state trovando?
Io li conoscevo per il lavoro fatto sul disco Gain dei Killer Klown dove c’era Andrea Martongelli (chitarrista Arthemis, vedi che torniamo sempre lì?) e lui me ne aveva parlato benissimo. Quando ho mandato via i primi promo pack l’ho spedito anche a loro. Mi hanno risposto, ci siamo trovati a parlare e, tra un po’ di offerte arrivate, quella di Oscar & Co. ci è sembrata onesta e in linea con le nostre intenzioni. Guarda, a me ha colpito soprattutto il fatto che siano alla mano e non facciano false promesse. Non dicono cose che non possono fare e fanno quello che dicono forse qualcosa in più, questo per me e tutti noi ha un valore enorme e fin’ora ci stiamo trovando davvero benissimo.

Il disco è uscito prima in Gippone, come sono i primi riscontri?
I giapponesi sono delle macchine da guerra, ma sono anche precisissimi quindi i dati veri li sapremo fra un anno e, prima di questo lasso di tempo, non sapremo nulla di certo. Quello che ti posso dire è che l'Avalon è entusiasta del disco e ci sta supportando alla grande: Claudia ha fatto un'intervista fiume su Burrn! Magazine e il disco sta avendo ottime recensioni, in più loro ci tengono aggiornati su tutto e il feedback sembra buono. Vediamo se l’onda è lunga, noi speriamo, ma sembra che i presupposti ci siano tutti e alla grande!

È previsto un tour di supporto?
Sì, stiamo collaborando con Bagana Rock Agency e proviamo a mettere in piedi un tour insieme agli Arthemis per i primi mesi del 2012. Ancora nulla di definitivo, ma qui sono scaramantico: prima chiudo tutto e poi lo comunico. Comunque le date sono importanti e, anche se è un primo disco, vedremo di fare qualcosa: l’importante è che sia fatto bene anche perché il live è una dimensione decisamente congeniale per noi.

Cos'altro bolle in pentola in casa Absynth Aura?
Sicuramente un video, qualche arrangiamento alternativo dei brani presenti su Unbreakable, iniziare a scrivere il secondo capitolo di questa avventura e provare a suonare anche all’estero, ma senza dover per forza essere degli zerbini per gli artisti stranieri.

Altre novità che vedono coinvolti te e Viossy?
JT: Tante cose, speriamo non troppe. Parlo per me e poi passo la palla a Viossy.
Io sto finendo un disco fusion di un trio chiamato Angels&Demons che vede Alex Stornello alla chitarra, Paolo Caridi (Arthemis, Killing Touch) alla batteria e Gianbattista Manenti come special guest alla voce in un paio di brani. La cosa mi piace perché lo sto producendo io e sarò attivo anche sul lato del mixing. Sempre su quest’onda sto seguendo un giovane gruppo hard rock di Fidenza: i White Diamonds con loro seguirò in primis le registrazioni nel mio nuovo home studio e mix+master. Ho due metodi in uscita per il 2012/2013 per il mercato europeo scritti italiano/inglese in collaborazione con Carisch. Poi tutta la coordinazione del reparto di basso MMI che tra corsi di aggiornamento, abilitazione per insegnanti e altre cose mi porta via un sacco di tempo, ma mi piace un sacco. Queste sono le cose principali ed è meglio che mi fermi! Ah, non dimentichiamo che sia sempre in giro coni Mr. Pig he sono un po’ la nostra cassa musicale, decisamente più di una cover band.

Viossy: Uno è la didattica musicale. Come introdotto da Jt, collaboriamo con il MMI - Modern Music Institute, non solo come docenti di strumento, ma anche con clinics tematiche e/o dimostrative, dove insegniamo discipline anche non strettamente legate allo strumento stesso o all'esecuzione. Ad esempio Self and Band Management dove le band imparano a conoscere il mondo della professione musicale, oppure workshop di registrazione digitale e Home Recording, dove facciamo vedere ai nostri allievi e alle loro band tutti i trucchi del mestiere per realizzare la propria musica in modo professionale, mantenendo un budget contenuto.Un'altra cosa che facciamo spesso "in coppia" è lavorare nel campo editoriale. Insieme abbiamo pubblicato nel 2008 i metodi didattici "eXtreme Hard Rock Guitar" e "eXtreme Hard Rock Bass", che hanno creato un certo movimento di "seguaci" del genere e ci hanno dato tante soddisfazioni. E qui ti devo anticipare in esclusiva una notizia. Stiamo lavorando a nuovi metodi didattici, ben 2 a testa questa volta, sempre in collaborazione con Carisch e con il MMI. Sono quasi pronti e usciranno nei primi mesi del 2012. Ne uscirà qualcosa di molto interessante, te lo assicuro! Stay tuned!

Perfetto, carne al fuoco ce n'è molta! A te la parola Giorgio per chiudere.
Be’ che dire se non grazie per la pazienza e per il supporto. E’ sempre bello avere spazio per rispondere e dire la propria. Il modo migliore per capire un disco è ascoltarlo, leggere però da una dimensione più vera delle persone e del dietro le quinte quindi fiato alle trombe: che si ascolti e se ne parli. Grazie davvero e a presto, speriamo di vederti a uno dei nostri concerti!




Torna ai contenuti | Torna al menu